G7 RASSICURA SU GRECIA, MA EURO RISCHIA TEST 1,35 USD

8 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) -Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva in seguito al forte calo dei listini azionari che continuano a risentire della crisi greca oltre che dei timori legati ai conti pubblici di Spagna e Portogallo.Lo spread sul 2-10 anni è salito a 213 pb da 209, mentre quello sul decennale Grecia-Germania è leggermente sceso a 350 pb da 352 del giorno precedente. In mattinata il cds a 5 anni greco è leggermente in calo rispetto a venerdì.

Intanto il ministro delle finanze greco ha dichiarato che il paese rispetterà il suo piano di taglio del deficit ed i primi tre mesi dell’anno saranno importanti per riconquistare la fiducia degli investitori. Secondo un articolo riportato dal quotidiano francese Le Monde esperti del Fmi avrebbero dichiarato che un salvataggio convincente della Grecia potrebbe costare dai 20 a i 25 Mld$, fermo restando che l’istituto sarebbe pronto se richiesto ad aiutare il paese.

Durante il G7 del fine settimana vi è stata una rassicurazione da parte dei politici europei sulla situazione greca. Lo stesso Trichet ha affermato che la Grecia riuscirà a rispettare i nuovi target per migliorare i propri conti pubblici. Juncker, presidente dell’Eurogruppo, ha invece respinto l’idea che la Grecia necessiti di un prestito da parte del Fmi. Sul decennale il supporto si colloca a 3,1% e la resistenza a 3,23%.

Negli Usa i tassi di mercato sono calati nonostante le borse in leggero rialzo. Sul fronte macro il tasso di disoccupazione di gennaio è calato al 9,7%, livello minore da agosto. Allo stesso tempo però nello stesso mese sono stati registrati 20.000 nuovi occupati in meno nel settore non agricolo, e per l’intero 2009 la serie rivista ha evidenziato una perdita di oltre 600.000 posti di lavoro in più rispetto a quanto precedentemente stimato.

Nel fine settimana i ministri delle finanze del G7 si sono impegnati a mantenere il flusso di stimoli nelle loro economie nonostante l’aumento dei deficit di bilancio dei paesi membri. Nel momento in cui il recupero sarà più solido si concentreranno sul risanamento del bilancio, in base alle parole del cancelliere inglese Darling. Non è stato però raggiunto un consenso sull’implementazione del controllo del sistema finanziario.

Oggi non sono attesi dati macro di rilievo. Per il resto della settimana segnaliamo che il 10 febbraio è atteso il discorso di Bernanke presso la House Financial Services Committee incentrato sulle exit strategy. Tra gli strumenti che la Fed potrebbe utilizzare per rimuovere gradualmente la liquidità segnaliamo un aumento dei tassi d’interesse pagati sulle riserve in eccesso che le banche depositano presso la Fed, una particolare tipologia di contratti pronti contro termine, l’offerta di depositi vincolati alle banche e la vendita di asset della Fed che al 3 febbraio ammontavano a 2.250Mld$ circa, di cui 970Mld$ di mbs.

La rimozione delle manovre sarà un momento delicato poiché l’attuazione troppo anticipata rischierebbe di provocare un nuovo rallentamento dell’economia, mentre un’implementazione troppo in ritardo rischierebbe di creare forti pressioni inflazionistiche. Attese anche emissioni di Treasury a 3, 10 e 30 anni per un totale di 81Mld$. Oggi sul decennale governativo il supporto si colloca al 3,45-50%.

Valute: prosegue il momento di debolezza dell’euro con il cross vs dollaro calato al di sotto del supporto 1,3750 (oggi diventato nuova resistenza). A questo punto non si può escludere a breve un test a 1,35, anche se è presente una situazione di ipervenduto. Nel brevissimo il supporto di riferimento passa da 1,36. Segnaliamo che secondo i dati del CFTC le posizioni degli speculatori che puntano ad un calo del cross tramite future sono sui nuovi livelli record. L’euro prosegue la fase di debolezza anche verso lo yen con il cross che trova un’area di supporto forte in prossimità di 120. Supporto intermedio a 121 e resistenza di breve periodo a 123,20 circa.

Materie Prime: chiusura di settimana negativa per le commodity sulla scia dell’apprezzamento dollaro. Tra gli energetici in calo il greggio Wti (-2,7%) che si avvicina ai 70$/barile. In controtendenza il gas naturale (+1,8%), per via della tempesta di neve che ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti. Negativi i metalli industriali guidati da zinco (-4,2%) e nichel. Tra i preziosi in calo argento (-3,4%) ed oro (-1%). Tra gli agricoli forte calo dello zucchero (-5,3%).

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