G20: allo studio aumento dotazione Fmi di ulteriori $500Mld

23 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro ieri si è assistito ad un rialzo degli spread, mentre i listini azionari hanno nuovamente chiuso in negativo.

Fitch ha ridotto il rating della Grecia di due livelli a C da CCC. Per l’agenzia lo swap dei titoli con un taglio del 53,5% del valore nominale rappresenterebbe un tipico caso di “distressed debt exchange”. Per l’agenzia pertanto lo swap rappresenterebbe un “rating default” che comporterebbe il passaggio del giudizio a “Restricted Default (RD)”. Dopo il completamento dello swap la stessa agenzia ha dichiarato che procederà al cambiamento del rating sui nuovi titoli derivanti dall’operazione.

Il ministro dell’ambiente greco, Papakostantinou, ha dichiarato ad un settimanale tedesco che il governo sta valutando la possibilità di posticipare le elezioni previste per aprile, al fine di dare maggior tempo all’attuale governo di mettere in atto le riforme.

Intanto il Parlamento greco ieri ha approvato il disegno di legge sullo swap, mentre quello sulle Cacs è ancora in discussione.

Il direttore generale del Fmi Lagarde ha dichiarato che l’esposizione complessiva del Fmi alla Grecia rimane fissata a 30 Mld€ così come deciso nell’ambito del primo piano. Il fondo al momento ha già sborsato 20 Mld€. Di conseguenza l’ammontare residuo per la partecipazione al secondo piano sarebbe intorno ai 10Mld€.

In merito ai meccanismi salva stato, il portavoce del governo Merkel, Seibert, ha dichiarato che la Germania non ha cambiato idea in merito alla dotazione complessiva dell’Efsf/Esm fissata a 500 Mld€, aggiungendo di non ritenere necessario un suo incremento.

Il commissario agli Affari monetari, Rehn, durante un’intervista ha rimarcato invece la necessità di rafforzare i due meccanismi per contribuire alla stabilità dell’area Euro.

Il sottosegretario la tesoro Usa Brainard, in vista del G-20 del prossimo fine settimana, ha dichiarato che si discuterà della richiesta di aumento della dotazione del Fmi di ulteriori 500Mld$, in aggiunta agli attuali circa 400Mld$.

L’esponente Usa ha tenuto a precisare che una condizione importante per affrontare il tema citato è quella inerente all’espansione del fondo salvastati europeo, attraverso innanzitutto la messa a disposizione di fondi direttamente dai paesi europei.

Sul fronte macro l’indice Ifo di febbraio (sondaggio tra un campione di circa 7000 aziende tedesche) è risultato al di sopra delle attese, posizionandosi al massimo da 7 mesi.

Negli Usa listini azionari in calo sulla scia delle performance negative di alcuni comparti come quello immobiliare e quello bancario.

Nel primo caso hanno influito negativamente sia il deludente dato sulle vendite di case esistenti di gennaio sia alcune trimestrali peggiori delle attese come quella di Toll Brothers, uno dei principali costruttori Usa.

Il peggior titolo del Dow Jones è stato ancora Wal Mart, che, dopo la deludente trimestrale, ha perso in due giorni circa il 6%.

Gli operatori appaiono più cauti dopo anche segnali più tiepidi giunti negli ultimi giorni da alcuni indicatori anticipatori sia dall’area Euro sia dalla Cina.

A mercati chiusi è risultata al di sotto delle attese la trimestrale di Hp.

Domani sono attesi numerosi discorsi di membri Fed concentrati principalmente sul comparto immobiliare, importanti per comprendere le potenziali future mosse della banca centrale Usa.

Valute: giornata piatta per l’euro/dollaro che staziona a quota 1,32/1,325. Il driver per la moneta unica continua a essere la messa in atto del piano di ristrutturazione del debito ellenico che dovrebbe concludersi entro la prima decade di marzo. Questa mattina il cross si porta a ridosso della resistenza posta a 1,33. Il supporto rimane a 1,32.

Il rialzo del listino azionario giapponese favorisce la debolezza dello yen con i cross vs euro e dollaro che si collocano poco al di sotto delle resistenze. Verso euro la resistenza si colloca a 106,75-107, mentre vs dollaro la resistenza più vicina si colloca a 80,40.

Materie Prime: è proseguito il rialzo del Brent (+1%) che ha registrato un nuovo massimo storico se valutato in sterline. Intorno alla parità il Wti. Misti i metalli industriali con il rialzo dell’alluminio (+1,2%) ed il calo del rame (-0,2%). Misti i preziosi con oro (+0,7%) ed argento (-0,5%).Tra gli agricoli bene il grano (+1,8%), in calo cotone (-2,9%) e caffè (-1,9%).

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