Futures Usa si ferma l’avanzata: si teme impasse in Grecia

23 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Si blocca l’avanzata dei mercati azionari Usa, con i futures sui principali indici di borsa che hanno vanificato i guadagni iniziali e quando manca mezz’ora al suono della campanella oscillano sulla linea di parita’ (valori a fondo pagina). Gli investitori attendono di ricevere nuovi segnali dai negoziati sullo swap del debito greco.

Il rappresentante dei creditori privati, Charles Dallara (presidente dell’International Institute of Finance, IIF), dichiara che è già stata presentata l’offerta “massima” accettabile, e che adesso spetterà al Fondo Monetario Internazionale e all’Unione europea, se accettare o meno.

I ministri delle Finanze dell’eurozona decideranno sulle specifiche accettabili dalla ristrutturazione del debito greco, in merito al secondo pacchetto di salvataggio per Atene.

Francia e Germania chiederanno un rilassamento delle regole sui requisiti di capitale delle banche, per evitare che vengano strozzati i prestiti all’economia reale, secondo quanto riporta il Financial Times.

L’azionario Usa registra il rialzo più forte in gennaio dal 1997 e il Vix, l’”indice della paura”, cede circa il 60% da quando l’S&P500 ha raggiunto i minimi 2011 il 3 ottobre. Toccata quota 18,28.

Tra i singoli titoli, il focus e’ sui conti migliori del previsto sia sul fronte dei profitti che del fatturato del colosso energetico Halliburton. Attesi anche i risultati dell’ultimo trimestre 2011 di Texas Instruments. Stime pessimiste a causa del calo della domanda nel settore a livello globale. L’attenzione sarà dunque concentrata sulle previsioni per il primo trimestre 2012.

Dal fronte economico degli Stati Uniti, non sono attesi dati di rilievo.

Occhi sempre puntati sul fronte valutario, in particolare sull’euro, che è tornato a recuperare terreno dopo l’iniziale caduta verticale successiva al mancato accordo della Grecia con i creditori.

Ma ora l’euro recupera contro le principali valute, tornando a scommettere su un imminente soluzione dell’impasse greca, ed è scambiato sul dollaro a $1,3018, con un guadagno dello 0,64%. La moneta unica scende invece nei confronti del franco svizzero dello 0,14% a CHF 1,2069, mentre contro lo yen avanza dello 0,46%, a JPY 100,10.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo dello 0,88% a quota $98,20 al barile. A provocare il recupero è la notizia dell’Ue, relativa alla decisione di imporre un embargo alle importazioni di petrolio dall’Iran, che ha avuto come conseguenza immediata un balzo anche delle quotazioni del Brent. Le quotazioni dell’oro fanno +0,53% a $1.672,90 l’oncia.

Alle 15 ora italiana (le 9 di New York), i futures sull’indice S&P500 sono in calo dello 0,02% a 1.310,50 punti.

I futures sul Nasdaq avanzano dello 0,05% a 2.436 punti.

I futures sul Dow Jones salgono dello 0,09%, a 12.665 punti.

Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano in progresso di 2,1 punti base al 2,05%.