Futures Usa: selloff in vista, euro sotto $1,37

19 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Condizionati dai problemi europei e dai sell off che stanno attaccando le borse europee, dopo aver colpito i i mercati asiatici, i futures americani (vedi in fondo alla pagina) anticipano una performance in forte calo per Wall Street.

Il mercato americano si appresta dunque a cancellare buona parte dei guadagni messi a segno la settimana scorsa. La debolezza si fa piu’ intensa anche oggi in Europa, dove i titoli azionari sono in preda a un selloff. La riunione dell’Ecofin in Polonia non ha sortito i risultati sperati, chiudendosi con un nulla di fatto, accentuando le divisioni politiche in Ue.

Occhio ai rendimenti dei Treasury a dieci anni, in ribasso all’1,997% (da segnalare che il minimo assoluto è stato toccato all’1,877% lo scorso 12 settembre. Oggi il valore minimo record è toccato dai rendimenti degli yield a due anni, che sono calati fino allo 0,1512%.

“Il fattore che allarma di più è che abbiamo una serie di riunioni che si risolvono con un nulla di fatto; dunque i Treasury sono un bene rifugio naturale, in quanto si confermano il male minore”, ha commentato in una intervista a Bloomberg Marc Ostwald, strategist del mercato del reddito fisso presso Monument Securities, a Londra.

Moody’s intanto ha sottolineato che concludera’ la sua review sul debito italiano il mese prossimo, dopo che non e’ arrivata a una conclusione sullo status del paese entro il fine settimana, com’era previsto. Inoltre, a pesare sul sentiment, e’ la sconditta del partito del Cancelliere tedesco Angela Merkel alle elezioni comunali di Berlino.

L’esito viene interpretato negativamente dal mercato, anche se secondo alcune analisi una virata verso sinistra dell’elettorato tedesco potrebbe tradursi in un maggiore appoggio all’euro, allontanando le prospettive di un’uscita della Germania dall’unione monetaria.

In un contesto di questo tipo paga prezzo anche la moneta unica, con le puntate ribassiste che hanno raggiunto i massimi dal 2010, spingendo il cambio eurodollaro sotto $1,37. La forte avversione al rischio sui mercati è testimoniata proprio dalla performance della moneta unica, che continua a perdere terreno contro tutte le valute e che continua anche a essere oggetto di forti scommesse ribassiste. La moneta unica incrementa le perdite sul dollaro a quota $1,3652; nei confronti del franco svizzero a CHF 1,2063 (0%). Giù anche il rapporto euro/yen a JPY 104,74 (-0,44%).

Nessun dato economico rilevante è atteso dagli Stati Uniti, ma l’attenzione degli operatori è sulla Fed. Il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, si riunirà domani, quando annuncerà le sue decisioni (sui tassi sono scontate) di politica monetaria dopodomani. Si spera su un nuovo piano di stimoli. Sara’ l’annuncio riguardante la durata delle misure ad attirare in particolare l’attenzione degli operatori di borsa.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio perdono lo 0,97%%, a quota $87,11 il barile, mentre le quotazioni dell’oro salgono dello 0,41%, a $1.822,20.

Intanto alle 15.00 (le 9.00 ora di New York) il future sull’indice S&P500 scende di 18 punti (-1,49%), a 1.193,75 punti.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in ribasso di 32,5 punti (-1,41%), a quota 2.274,75 punti.

Il contratto sull’indice Dow Jones arretra di 169 punti (-1,46%), a 11.279.