FUTURES USA SCIVOLANO: SI TEME PER STRETTA IN CINA

11 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

I futures sui principali indici borsistici americani scambiano in lieve ribasso (vedi quotazioni a fondo pagina). Ad un’ora e mezza dall’avvio delle contrattazioni, dunque, l’apertura si preannuncia debole.

Il mercato teme che il motore dell’economia mondiale, ovvero la Cina, dovra’ porre un freno alla rapida crescita economica nazionale per combattere il forte rincaro dei prezzi.

Spinto dal rialzo dei prezzi degli alimentari, l’indice CPI cinese ha fatto infatti un balzo del 2.7% in febbraio, salendo sui massimi di 16 mesi. Nel frattempo la produzione industriale e’ cresciuta e il numero di nuovi prestiti e’ risultato superiore alle stime.

Gli analisti ritengono che tali dati pubblicati oggi non siano una lettura rassicurante. Tenuto conto inoltre dell’intensita’ dell’espansione monetaria di Pechino, la Banca Centrale del Paese si vedra’ probabilmente costretta ad apportarare presto una stretta monetaria.

Sul fronte macro a stelle e strisce sono attesi i dati settimanali sulle domande di indennita’ di disoccupazione.

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Intanto giungono buone notizie dal comparto bancario: Citigroup (+0.5%) ha annunciato i termini della collocazione di titoli privilegiati, che e’ consistita in 80 milioni di asset da $2 miliardi ad un rendimento di 8.5%, meno dell’8.875 che i trader si aspettavano. Questo signigica che la domanda e’ stata molto piu’ alta del previsto.

Fari puntati su Devon Energy (+3%), che ha venduto gli asset brasiliani, nel golfo del Messico e nell’Azerbaijan a BP per $7 miliardi e ha comprato i progetti petroliferi di BP in Canada per $500 milioni.

Nel frattempo Exxon Mobil terra’ il suo meeting annuale nel corso del quale, a detta degli analisti, il colosso petrolifero potrebbe rendere noto un piano di acquisto di azioni proprie e le sue spese di capitale.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio sono in cauto ribasso. I futures con consegna aprile cedono $0.08 attestandosi a quota $82.01 al barile. Sul valutario la moneta unica viaggia a quota $1.3661 (+0.02%). L’oro lascia sul campo $1.70 in area $1106.40 l’oncia. In progresso i Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che si attesta al 3.74%, in crescita rispetto al 3.72% della chiusura di ieri.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in calo di 2.70 punti (-0.24%) a 1143.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 arretra di 3.50 punti (-0.18%) a 1915.25.

Il contratto sull’indice Dow Jones segna un ribasso di 13 punti a 10552.