FUTURES USA SCIVOLANO IN ROSSO, SPAVENTA LA RIPRESA SENZA LAVORO

6 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street si profila una seduta in calo, con i contratti sui principali indici azionari che quando manca mezz’ora all’inizio delle contrattazioni scambiano di sotto i livelli della vigilia (vedi quotazioni a fondo pagina) penalizzati dalle cifre emerse dal report mensile sull’occupazione.

In seguito alla presentazione del rapporto sullo stato di salute del mercato del lavoro i listini, fino a quel momento vicini ai massimi di due settimane, hanno imboccato la strada dei ribassi. Le aziende continuano a tagliare posti di lavoro afflitte dai timori circa la debolezza dei consumi, elemento tra l’altro fondamentale per mantenere l’economia americana fuori dalla recessione iniziata due anni fa.

In ottobre i posti persi sono risultati inferiori ai 219 mila del mese precedente, ma le cifre hanno deluso le stime. Il tasso di disoccupazione intanto e’ schizzato al 10.2%, sui massimi da giugno 1983. Michael Hart, currency strategist di Citi, sottolinea che il punto di svolta nelle cifre riguardanti il report di solito servono come conferma dello stato di salute e del movimento del mercato, piuttosto che come un suo catalizzatore. L’unica eccezione e’ rappresentata da quanto accaduto nel 2002, quando i listini stavano calando vistosamente.

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Gli investitori terranno d’occhio anche l’incontro del Gruppo dei 20 in corso di svolgimento in Scozia. “In attesa del meeting i funzionari politici sembra che abbiano intenzione di rassicurare i mercati sul fatto chi le misure di stimolo fiscale rimarranno in vigore fino a che una ripresa sostenibile dell’economia non sia assicurata”, osservano gli strategist di BNP Paribas.

Anche eventuali sviluppi e anticipazioni sull’esito del voto riguardante l’approvazione o meno della riforma del sistema di assistenza sanitaria potrebbe finire al centro dell’attenzione durante gli scambi.

Guardando alla ultime performance settoriali, alcuni analisti sottolineano che di recente, e ieri ne e’ un esempio calzante, banche e societa’ di vendite al dettaglio sono reluttanti a partecipare al rally generale, il che e’ una bandiera rossa e mette in dubbio la forza del rimbalzo dell’azionario. Discorso opposto per tecnologici e aziende di assistenza sanitaria, che stanno invece sostenendo i rialzi.

Intanto tra i singoli titoli Starbucks corre del 3% dopo che ieri a mercati chiusi la catena di coffee shop ha rivisto al rialzo l’outlook sugli utili, riportando un profitto di $150 milioni nel quarto trimestre fiscale.

Tra le societa’ piu’ importani che hanno invece reso noti oggi i loro conti figura il gigante assicurativo salvato dal governo American International Group, che ha archiviato in utile il secondo trimestre consecutivo, grazie alla riduzione delle perdite dagli invesimenti e dai costi legati alle catastrofi. Tuttavia i titoli accusano cali marginali a causa della debolezza del fatturato.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico cede terreno il greggio. Al momento i futures con consegna dicembre fanno segnare una flessione di $2.25 a quota $77.37 al barile. Sul valutario avanza il dollaro, con l’euro che si indebolisce nei confronti del biglietto verde a quota $1.4836. Rallentano il passo i prezzi dell’oro: i futures con scadenza dicembre scambiano in calo di $0.50 a quota $1088.80 l’oncia. In rialzo i prezzi dei Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.4800% dal 3.5330% di ieri.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in ribasso di 7.60 punti (-0.71%) a quota 1055.60.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in calo di 10.75 punti (-0.63%) a 1708.50.

Il contratto sull’indice Dow Jones cede 65.00 punti (-0.65%) a 9889.00.

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