FUTURES USA: SCATTA LO STOP LOSS AUTOMATICO

24 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Ad un’ora e mezza dall’apertura delle borse i contratti sugli indici Usa trattano in fortissimo ribasso (vedi quotazioni a fondo pagina) il che lascia prevedere un avvio decisamente negativo per l’azionario. Il calo e’ cosi’ elevato che i futures sull’S&P500 hanno gia’ raggiunto i limiti prefissati dalla borsa e sotto i quali non possono trattare fino all’apertura del mercato.

I contratti sono quindi congelati, dopo lo scatto dello “stop loss” non possono scendere al di sotto di 855.20 (S&P500) fino all’apertura. Gli analisti storici fanno notare che il 24 ottobre 1929 fu il giorno in cui a Wall Street inizio’ il crash che diede il via alla Grande Depressione. Oggi, secondo le news che circolano nelle sale trading di Manhattan, il ribasso e’ alimentato da vendite forzate degli hedge funds (che devono far fronte a valanghe di riscatti, per cui si crea un circolo vizioso di ribassi) e alla consapevolezza che la recessione sta diventando globale e impattera’ pesantemente i consumi e il mercato del lavoro ovunque nel mondo.

L’ondata di vendite sta interessando le piazze di tutto il mondo. Ad incassare i primi colpi sono state le borse asiatiche, con il Nikkei giapponese arretrato del 9.6% in seguito al profit warning lanciato dal colosso elettronico Sony. In Korea il Kospi e’ sceso di oltre il 10.5% subito dopo il rilascio del rapporto sull’economia che ha segnalato la piu’ debole crescita trimestrale degli ultimi 4 anni.

Oltre a Sony, altre aziende internazionali hanno espresso serie preoccupazioni sull’andamento dei profitti nei prossimi mesi. Tra queste citiamo Samsung Electronics, Air France-KLM, Volvo, PSA Peugeot Citroen. “Tutti stanno guardando ai propri terminali con incredulita’, a bocca aperta” commentano alcuni trader da Londra, dove gli indici di riferimento sono in calo di quasi l’8%.

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Negli Stati Uniti il calendario macroeconomico prevede il rilascio di un solo dato sul comparto immobiliare, relativo alle vendite di case esistenti, per cui e’ stimato un lieve rimbalzo. Sul fronte societario, Microsoft, che era schizzato al rialzo nell’after hour di ieri sera dopo la diffusione della trimestrale, e’ tornata a trattare in rosso nel preborsa. L’azienda di Redmond ha battuto le attese degli analisti sugli ultimi numeri fiscali ma ha emesso un outlook inferiore alle attese. Pesanti nel preborsa anche Apple, Nokia e Google.

Nel comparto dell’auto, General Motors tratta in ribasso di oltre il 13% a causa delle rinnovate tensioni sullo stato di salute del colosso di Detroit; -15% per Daimler. Tra i finanziari, segnano ribassi vicini ai 10 punti percentuali Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup.

Sugli altri mercati, in netto calo il petrolio: i futures con consegna dicembre sono in ribasso di $4.07 a $63.77 al barile. Sul valutario, l’euro e’ in calo ai minimi di due anni nei confronti del dollaro a quota 1.2586. In ribasso l’oro a $694.60 l’oncia (-$20.10). Avanzano infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.50%.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in ribasso di 60.00 punti (-6.56%) a 855.20.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -85.00 punti (-6.78%) a 1168.50.

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 550 punti (-6.27%) a 8224.00.

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