FUTURES USA PESANTI, PERICOLO ‘PANIC SELLING’

10 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Ad un’ora e mezza dall’apertura delle borse i contratti sugli indici Usa trattano in forte calo (vedi quotazioni a fondo pagina) il che lascia prevedere un avvio nettamente negativo per l’azionario.

I mercati azionari di tutto il mondo sono in ginocchio: in Giappone l’indice Nikkei ha ceduto il 9.6%, a Lonfra l’FTSE 100 segna un ribasso del 6.8%, Milano -7.75%. Molte borse internazionali sono state oggi chiuse per eccesso di ribasso degli indici, tra cui Austria, Irlanda, Islanda, Thailandia e Russia. La seduta di ieri di Wall Street si e’ chiusa in forte calo, nelle ultime sette giornate gli indici non sono mai riusciti ad avanzare e sono in ribasso di -42% dai massimi toccati un anno fa. Il Wall Street Journal ha definito la recente ondata di vendite un “crash al rallentatore”.

Il congelamento del mercato del credito e la mancanza di fiducia all’interno del comparto finanziario continuano a pesare sul sentiment generale degli investitori. Sulla scia di quanto gia’ avvenuto in Inghilterra e in Irlanda, il governo americano ha annunciato che potrebbe garantire tutti i depositi bancari ed i prestiti interbancari. Questa sera a Washington avra’ inizio il meeting del G-7.

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Sul fronte societario, General Electric ha riportato un calo del 22% dei profitti, rispettando le stime (riviste al ribasso pochi giorni fa). La scorsa settimana la conglomerata industriale aveva operato un’offerta di titoli per un valore di $12 miliardi in cerca di protezione nel caso di un deterioramento dei ‘commercial paper’. L’investitore miliardario Warren Buffett aveva iniettato nel gruppo nuovi capitali per $3 miliardi.

Tra i titoli hi-tech, brutte notizie da Infosys Technologies (INFY), la piu’ grande azienda tecnologica indiana: la societa’ ha rivisto al ribasso le stime sugli utili trimestrali. Nel comparto finanziario si chiude la saga tra Citigroup e Wells Fargo per l’acquisto di Wachovia: la prima ha deciso di abbandonare le trattative lasciando campo libero alla rivale californiana.

Sugli altri mercati, e’ in calo il petrolio: i futures con consegna novembre sono in ribasso di $3.93 a $82.66 al barile. L’IEA ha ridotto le previsioni sul consumo globale di greggio. Sul valutario, l’euro e’ in ribasso nei confronti del dollaro a quota 1.3551. In progresso l’oro a $919.60 l’oncia (+$33.10). Avanzano infine i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.82%.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in ribasso di 30.20 punti (-3.42%) a 881.30.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -23.50 punti (-1.85%) a 1248.50.00.

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 250 punti (-2.91%) a 8348.00.

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