FUTURES USA PESANTI, FINANZIARI SEMPRE PIU’ GIU’

20 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

A mezz’ora dall’apertura delle borse i contratti sugli indici Usa continuano a trattare in netto ribasso (vedi quotazioni a fondo pagina) il che lascia prevedere un avvio negativo per l’azionario. Il dato sui prezzi al dettaglio ha avuto un impatto contenuto sulle contrattazioni, attestandosi agli stessi livelli stimati dagli analisti.

I listini restano cosi’ posizionati a cedere ulteriore terreno dopo i cali degli ultimi giorni che hanno spinto l’indice industriale a chiudere al di sotto della soglia psicologica dei 7500 punti, a livelli che non si vedevano dall’ottobre 2002. “Non e’ ancora chiaro se l’ultimo movimento ribassista sia da considerarsi una nuova fase di mercato orso” afferma Simon Denham, managing director di Capital Spreads. “La violazione dei recenti minimi potrebbe rivoluzionare il trading range a cui ci eravamo abituati negli ultimi mesi”

A guidare il ribasso sono ancora una volta i titoli finanziari a causa delle rinnovate preoccupazioni sull’efficacia delle mosse governative a sostegno delle banche in difficolta’. Bank of America segna una perdita di oltre il 7% nel preborsa sulla notizia che il CEO Kenneth Lewis e’ stato citato in giudizio
dal procuratore generale dello Stato di New York, Andrew Cuomo, per la possibile, fuorviante presentazione della proposta di acquisto di Merrill Lynch agli investitori. A muoversi in calo sono anche Citigroup (-11.95%), JP Morgan Chase (-3.64%), Morgan Stanley e Goldman Sachs.

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Proseguono intanto le notizie negative all’interno del comparto dell’auto. Saab, divisione di General Motors, ha richiesto l’ingresso nella fase di protezione dalle richieste dei creditori, confermando l’ipotesi accarezzata in avvio di settimana dagli stessi manager di GM. Il titolo del colosso di Detroit cede il 5% nel preborsa, sotto la soglia dei $2.

Deludente la trimestrale della societa’ retail per la casa Lowe’s. I profitti sono scesi dell’11% nel quarto trimestre, a livelli inferiori alle attese; le stime sui risultati del trimestre in corso non sono state inoltre sufficienti a rispettare il consensus.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico ha ripreso a scendere il greggio. I futures con consegna marzo, all’ultimo giorno di scambi, segnano un ribasso di $1.87 a $37.61 al barile. Sul valutario, in ribasso l’euro nei confronti del dollaro a quota 1.2591. Sale con forza l’oro a $996.50 l’oncia (+$20.00). Avanzano i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 2.76%.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in ribasso di 12.80 punti (-1.64%) a 766.60.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -14.50 punti (-1.24%) a 1156.00.

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 110 punti (-1.47%) a 7352.00