Futures Usa non si risollevano dopo i sussidi

10 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca mezz’ora all’avvio delle contrattazioni a Wall Street, i derivati sui principali indici di borsa americani (vedi quotazioni a fondo pagina) viaggiano sotto i livelli di parita’. Si profila dunque una seduta negativa anche a Wall Street, mentre le perdite si fanno pesanti in Europa dopo il profondo rosso dei listini asiatici.

I dati macro sono per lo piu’ positivi sinora, con le richieste di sussidio di disoccupazione settimanali che sono scese ai minimi di luglio 2008. Sul fronte immobiliare, i pignoramenti sono scesi del 17% in gennaio: si tratta del terzo mese consecutivo di cali dopo una striscia sfavorevole di 20 mesi. Sfortunatamente per alcuni osservatori le cifre non vanno interpretate come un buon segnale.

E’ anche probabile che l’andamento a New York rispecchi un naturale calo fisiologico – per la verita’ gia’ visto ieri – dopo la corsa delle ultime sedute. “Alcuni investitori stanno ritirando delle puntate dal tavolo da gioco dopo un rally molto consistente”, dice Manoj Ladwa, senior trader di ETX Capital.

Tra le blue chip sotto i riflettori Cisco Systems, Kraft e Verizon. In ambito di trimestrali si conosceranno gli utili di Sprint Nextel dopo che ieri i conti del gruppo di sistemi di rete Cisco hanno deluso le attese per il secondo trimestre consecutivo, in particolare sul fronte di margini e outlook. Da parte sua PepsiCo ha riportato un calo dei profitti negli ultimi tre mesi dell’anno e tagliato l’obiettivo di crescita per la seconda volta consecutiva.

Giornata decisamente no per i listini europei, con i titoli bancari e assicurativi che affossano gli indici, dopo averli sostenuti dall’inizio del 2011. Intanto la Bank of England ha comunicato di aver lasciato i tassi di interesse fermi allo 0,50%.

La Bce nel frattempo si e’ vista costretta a intervenire nei mercati obbligazionari per la prima volta in due settimane, comprando bond portoghesi, i cui rendimenti ieri sono saliti sui massimi pluriennali. E’ dal mese passato che l’istituto aveva interrotto operazioni di acquisto di questo tipo.

Sugli altri mercati, i futures con scadenza marzo segnano un ribasso dello 0,54% a $86,24 il barile. I contratti con scadenza analoga dell’oro cedono lo 0,83% a $1.354,10 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro lascia sul campo lo 1% $1,3594. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale vale il 3,68% (+3 punti base).

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 arretra di 8,4 punti (-0,64%) a quota 1.310,8.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -21,25 punti (-0,9%) in area 2.341.

Il contratto sull’indice Dow Jones cede 55 punti a quota 12.152 (-0,45%).