Futures Usa nervosi per la crisi europea e dopo i dati

14 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Dopo due giorni di cali consecutivi, sono incerti sulla direzione da prendere i futures sui principali indici azionari americani (vedi performance in fondo pagina).

Tra i singoli titoli Avon Products fa un balzo dell’8% dopo che il rivenditori di cosmetici porta a porta ha annunciato che sta cercando un nuovo Ceo. Walt Disney lascia sul campo quasi il 2%, Joy Global, produttrice di apparecchiature per l’industria mineraria, scivola del 4,2% dopo la pubblicazione di stime deludenti. First Solar, che fabbrica pannelli solari, perde il 12% dopo l’annuncio di un target sul fatturato inferiore alle previsioni.

Nella giornata di ieri il selloff e’ stato scatenato dalle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve. Bernanke e soci non hanno introdotto nuovi stimoli per l’economia Usa, nonostante il protrarsi e l’espandersi della crisi in Europa.

I mercati sono particolarmente nervosi. I segnali di ripresa che arrivano dagli Stati Uniti vanno a scontrarsi con le difficoltà riscontrate in Europa, dove le autorita’ di politica fanno fatica a trovare una soluzione efficace e duratura alla crisi del debito.

Da stamattina sono iniziate a circolare voci circa un declassamento del rating sul debito della Francia da parte di S&P. Per ora l’agenzia di rating non ha commentato. L’ultima volta che erano stati messi in giro rumor circa la perdita della tripla A di Parigi, S&P aveva smentito.

Intanto, positivo il fatto che per la più grande economia al mondo “il peggio sembra essere passato”, secondo quanto detto a Bloomberg Tv da Mikio Kumada, strategista global per LGT Capital Management a Singapore.

Nonostante tutto il periodo di turbolenza nei mercati l’indice S&P500 è in calo appena del 2,5% da inizio 2011, uno tra i migliori listini.

Dal fronte economico degli Stati Uniti, attesi i dati sull’indice dei prezzi alle importazioni alle 14.30, mentre alle 16.30 le scorte di petrolio.

Vittima dei sell off, oltre all’azionario è l’euro, che rimane osservato speciale e che è arrivato a sfondare anche la soglia a $1,30 viaggiando sui minimi degli ultimi 11 mesi. La valuta scende più dell’1,34% circa nei confronti del dollaro a $1,2993, perdendo terreno anche contro il franco svizzero (-0,29% a CHF 1,2321 e contro lo yen (-1,19% a JPY 101,44).

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio scendono dell’1,46% a quota $98,68 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano dell’1,96% a $1.630,50 l’oncia.

Alle 15 ora italiana (le 9 ora di New York), i futures sull’indice S&P500 sono in calo di 1,5 punti, a quota 1.218,7 punti.

I futures sul Nasdaq cedono 7 punti, a 2.260,5 punti.

I futures sul Dow Jones sono in calo di 23 punti, a 11.902 punti.

I rendimenti dei Treasury a 10 anni sono invariati all’1,97%.