FUTURES USA NEGATIVI, RIALZO TASSI IN VISTA

7 Dicembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Si profila una seduta negativa per il mercato azionario americano, con i contratti sui principali indici di Borsa che quando mancano due ore all’avvio delle contrattazioni scambiano in calo (vedi quotazioni a fondo pagina).

Le preoccupazioni secondo cui il prossimo anno gli Stati Uniti si troveranno di fronte ad una stretta monetaria hanno inflitto un duro colpo ai futures in mattinata, proprio nel giorno dell’intervento del presidente della Fed.

I guadagni di venerdi’ sono stati limitati dal rally del dollaro, sulle attese di una stretta monetaria della Bnaca Centrale americana, che al momento ha deciso di mantenere i tassi guida ad un livello minimo storico vicino allo zero.

“Il rapporto inversamente proporzionale tra dollaro e asset rischiosi riscontrato negli ultimi 18 mesi, sera’ la cosa piu’ interessante da osservare nel 2010 se il biglietto verde dovesse finalmente toccare il fondo”, ha dichiarato Jim Reid, strategist di Deutsche Bank. Il numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke, avra’ la possibilita’ di affrontare la questione in un intervento previsto alle 18 italiane.

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In attesa di Bernanke, Il dollaro accelera nei confronti dell’euro ma arretra contro lo yen giapponese, che alcuni analisti vedono come la valuta che potrebbe diventare l’obiettivo di una nuova ondata di operazioni di carry trade, ovvero quando gli investitori prendono in presto monete a basso rendimento (come il dollaro) per reinvestirle altrove. Le materia prime continuano invece la loro fase no, con l’oro che perde oltre $27 l’oncia e i futures sul petrolio che scivolano in area $75 al barile.

Sul fronte societario, sotto i riflettori Citigroup, dopo che il Kuwait ha deciso di vendere una quota da $4.1 miliardi nella travagliata banca Usa, che secondo il Financial Times spera di convincere le autorita’ americane a consentirle di restituire i $20 miliardi che deve al governo, avendoli ricevuti in prestito nell’ambito del piano di salvataggio federale del sistema finanziario.

Intanto il Dipartimento del Tesoro Usa spera di ritardare la vendita della quota in suo possesso del 34% in Citi fino a che la banca e le autorita’ di cntrollo non troveranno un accordo che preveda la restituzione dei prestiti rimanenti del piano di salvataggio governativo da $45 miliardi.

Sempre restando in ambito bancario, la Gran Bretagna sta valutando nuove misure fiscali restrittive da apportare ai bonus diretti ai top manager, mentre secondo quanto appreso dal Wall Street Journal, cinque alti dirigenti di American International Group avrebbero reso noto di essere pronti a fare le valigie se i compensi a loro rivolti dovessero venire tagliati in maniera troppo esagerata dagli Stati Uniti.

Sugli altri mercati, sull’energetico cede terreno il greggio. Al momento i futures con consegna dicembre cedono $0.76 a quota $74.71 il barile. Sul valutario il dollaro avanzaa contro l’euro, con la moneta unica che scende a quota $1.4783. In flessione i prezzi dell’oro: i futures con scadenza dicembre segnano un calo di $11.40 a quota $1206.90 l’oncia. In forte progresso i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ sceso al 3.4300% dal 3.4830% di venerdi’.

Alle 13:30 (le 7:30 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in flessione di 4.70 punti (-0.42%) a quota 1103.40.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in ribasso di 7.50 punti (-0.42%) a quota 1787.50.

Il contratto sull’indice Dow Jones lascia sul campo 38 punti (-0.37%) a 10362.00 punti.