FUTURES USA LIMANO I CALI DOPO I DATI

15 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Si profila un avvio di seduta sottotono per la Borsa statunitense, con gli indici principali azionari che quando manca mezz’ora all’apertura delle contrattazioni scambiano sotto i livelli della vigilia (vedi quotazioni a fondo pagina).

I contratti hanno iniziato a risalire la china, avvicinandosi ai livelli di parita’, da quando sono stati pubblicati i dati sui prezzi al consumo e sull’indice che misura l’attivita’ manifatturiera nell’area di New York, ma rimangono comunque in territorio negativo.

Tuttavia i listini apriranno probabilmente la seduta in rosso, nonostante i conti fiscali positivi annunciati da Intel e JP Morgan Chase. Le azioni della banca sono in calo probabilmente peche’ il fatturato dell’istituto e’ rimasto debole, un fattore cui il mercato da’ sempre piu’ importanza.

L’indice PCI di dicembre e’ aumentato dello 0.1% mese su mese. Si tratta di un incremento leggeremente inferiore a quello dello 0.2% previsto dalla maggior parte degli analisti, ma e’ sostanzialmente in linea con le attese. Se si escludono le componenti di cibo e energia, il dato e’ di 0.1%. Il CPI e il CPI Core sono risultati contrastanti se confrontati con la lettura di novembre, che aveva mostrato rispettivamente un rialzo dello 0.4% e una variazione nulla.

Da parte sua l’Empire State Index ha registrato un progresso a 15.92, risalendo dopo due mesi consecutivi di cali. Il dato del mese precedente e’ stato ritoccato al rialzo.

I profitti piu’ alti del previsto registrati da JP Morgan Chase e Intel non sono stati sufficienti a spingere l’azionario sopra i massimi di 15 mesi toccati ieri. L’S&P 500 ha chiuso in progresso otto delle ultime nove sedute e ieri ha raggiunto i livelli piu’ alti dal primo ottobre 2008.

Il gigante dei microchip Intel ha archiviato il quarto trimestre con utili in netto rialzo a $2.3 miliardi da $234 milioni, grazie all’alta domanda per computer portatili. I titoli Intel avanzano di circa l’1%.

Quanto alla seconda maggiore banca degli Stati Uniti, ha riportato un utile trimestrale di $3.3 miliardi negli ultimi tre mesi del 2009, una cifra che e’ risultata migliore del previsto.

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Il presidente e AD della societa’, Jamie Dimon, ha precisato che nonostante i risultati abbiano mostrato evidenti segnali di miglioramento, “riconosciamo che non sono riusciti a rispettare il potenziale dell’istituto in fatto di utili e non hanno evidenziato un reddito sul capitale investito adeguato” (il cosidetto ROC, ovvero il rapporto tra Ebit e book value del capitale investito). Le azioni della banca scivolano di circa lo 0.7% risalendo dai minimi di seduta di -2%.

Sul fronte macro e’ in arrivo un’altra serie di dati: alle 15:15 sara’ la volta della capacita’ di utilizzazione degli impianti e della produzione industriale di dicembre. Quaranta minuti piu’ tardi verra’ pubblicata la lettura della fiducia dei consumatori a cura dell’Universita’ del Michigan.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico scambiano in rialzo le quotazioni del greggio. I futures con consegna febbraio lasciano sul campo $0.62 attestandosi a quota $78.77 al barile. Sul valutario, l’euro si indebolisce a $1.4368 nei confronti del dollaro. In flessione l’oro a $1133.90 l’oncia (-$9.10). Avanzano i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ sceso al 3.690% dal 3.698% di ieri.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in calo di 24.00 punti (-0.23%) a 1141.30.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -3.50 (-0.19%) a 1884.75.

Il contratto sull’indice Dow Jones cede 24 punti (-0.23%) a quota 10639.00.