Futures Usa inchiodati, timori Ue

29 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca mezz’ora all’avvio delle contrattazioni i futures Usa viaggiano appena sotto la parita’, (vedi quotazioni a fondo pagina), preannunciando una partenza all’insegna dell’incertezza mentre i listini europei, messi al tappeto dal comparto retail, sono negativi.

Il tutto all’indomani di una seduta nervosa che ha visto alla fine gli indici chiudere in territorio positivo nonostante un dato, quello sulla fiducia dei consumatori, sceso ai minimi dello scorso febbraio.

In una giornata macro scarsa (le richieste di mutui ipotecari hanno segnato un -0.8% la scorsa settimana, alle 16:30 ora italiana le scorte di petrolio) i temi cui gli operatori guardano con attenzione sono gli stessi:
– i possibili interventi straordinari da parte della Fed per sostenere l’economia americana
– le preoccupazioni sullo stato di salute dei conti pubblici dei paesi europei, Spagna e Irlanda in primis, dimostrate da un nuovo allargamento del differenziale del rendimento dei titoli di stato emessi da Madrid e Dublino rispetto al Bund tedesco. Domani l’Irlanda comunichera’ il costo per salvare Anglo Irish Bank. Secondo la stampa locale, nel peggiore dei casi serviranno oltre 30 miliardi di euro, nel migliore 28-29 miliardi
– gli accordi di fusione e acquisizione, che potrebbero portare il totale 2010 a superare il valore dei merger messi a segno l’anno scorso: quello in corso e’ il trimestre piu’ vivace da due anni con transazioni annunciate da $562.6 miliardi (dati Bloomberg).

Restanto in Europa, il presidente della Commissione Ue, Jose’ Manuel Barroso, ha presentato la riforma del patto di stabilita’ e di crescita adottata oggi dall’esecutivo europeo definendo “antisociali” i debiti pubblici eccessivamente elevati.

Si guarda anche al deprezzamento del dollaro, non solo verso l’euro, ma anche nei confronti delle principali valute tanto che il Dollar Index si trova ai minimi di otto mesi. Serve il via libera dei singoli paesi e del Parlamento Ue. La Commissione ha proposto una sanzione pari allo 0.2% del Prodotto interno lordo ai paesi che spendono troppo nel medio termine e una di pari importo per quelli il cui deficit supera il limite del 3% del Pil. Una multa pari allo 0.1% del Pil è stata invece proposta per quei paesi che non sono stati in grado di ovviare ai propri squilibri macroeconomici.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures sul petrolio con consegna ottobre avanzano dello 0.38% a $76.47 il barile. Il derivato con scadenza dicembre dell’oro segna +0.02% a $1308.50 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro avanza dello 0.19% a quota $1.3611. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale si attestandosi al 2.48% dal 2.4560% della chiusura di ieri.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 scambia in calo dello 0.17% a 1139.80.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in flessione di 0.75 punti a 20007.75 (-0.04%).

Il contratto sull’indice Dow Jones registra un -14 punti a quota 10774 (-0.13%).