Futures Usa incerti, focus sul futuro dell’Eurozona

6 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca un’ora e mezzo all’avvio delle contrattazioni i futures sui principali indici della borsa americana viaggiano in leggero ribasso, (vedi quotazioni a fondo pagina), preannunciando una partenza incerta. La giornata si caratterizza per il recupero del dollaro contro le principali valute e una rinnovata flessione dell’euro, che venerdi’ sera era riuscito a rivedere quota $1.34 mentre ora si trova sotto $1.33.

Le borse europee nel frattempo sono miste, con Piazza Affari che perde piu’ di tutti (-0.98%) insieme a Madrid (-1.07%). Unici rialzi frazionali per Londra e Francoforte.

Ancora una volta si fanno sentire i timori legati alla crisi del debito sovrano europeo. Oggi si riuniscono i ministri delle finanze dell’Eurozona per valutare un piano utile per uscire dall’impasse caratterizzato proprio dalle paure sul fronte dei conti pubblici mettendo a punto una soluzione per il futuro dell’Eurozona. A questo proposito sono due i temi sul tavolo.

Da un lato, il numero uno del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn spinge affinche’ le autorita’ europee incrementino il valore del piano di salvataggio dei paesi in difficolta’ (messo a punto dopo il soccorso alla Grecia in maggio) e dal valore attuale di 750 milioni di euro.

Dall’altro, va considerata la proposta Tremonti-Juncker resa nota oggi dal Financial Times: il ministro dell’Economia e il numero uno dell’Eurogruppo starebbero pensando di procedere all’emissione degli E-bond, obbligazioni sovrane europee, attraverso un’agenzia europea del debito (Eda). Ma la Germania non sembra essere molto entusiasta riguardo all’idea, almeno al momento.

Altro tema che fa parlare di se’ sono le dichiarazioni del presidente della Fed Ben Bernanke rilasciate nel corso di un’intervista ieri sera a Cbs nella trasmissione “60 Minutes”. Il governanore non esclude un aumento oltre i $600 miliardi del secondo round di allentamento monetario annunciato lo scorso tre novembre. In pratica, se l’economia Usa continuera’ a languire e se il tasso di disoccupazione rimarra’ troppo alto la Fed si dice pronta a comprare piu’ Treasury del previsto. Ma non e’ nemmeno esclusa un’exit strategy anticipata (e dunque una sospensione del programma di quantitative easing) nel caso la congiuntura dovesse migliorare.

A proposito della Fed, è importante precisare le grandi differenze che continuano a sussistere tra il suo raggio di azione e quello della Bce. La banca centrale europea ha deciso infatti di seguire la Fed, che effettua acquisti massicci di titoli di stato. Ma, come si legge nell’ opinione di Paolo Savona, mentre Bernanke può agire in tal senso in modo legale, Trichet ha più di qualche vincolo da rispettare.

Le conseguenze delle indicazioni in arrrivo dalla Fed hanno inevitabilmente delle conseguenze sul mercato valutario. Gli analisti descrivono il forex come un mercato attualmente caratterizzato da grande volatilità e nervosismo e al momento riconoscono che è difficile fare previsioni sulla direzione che prenderà il cross eur/usd.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, ifutures sul petrolio con consegna gennaio sono in calo dello 0.08% a quota $89.12 il barile. Il derivato con scadenza gennaio dell’oro segna +0.65% a $1415.40 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in flessione dello 0.97% a quota $1.3284. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale vale contro il 3.0170% di venerdi’.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 cede 3.50 punti (-0.29%) a quota 1220.50.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in calo di 2.75 punti (-0.13%) in area 2184.50.

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 16 punti a quota 11348 (-0.14%).