Futures Usa incerti, assaliti da pioggia di notizie

16 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca mezz’ora all’avvio delle contrattazioni i futures Usa viaggiano incerti tra denaro e lettera, (vedi quotazioni a fondo pagina), lasciando intendere un avvio nervoso.

I trader sono impegnati a digerire una sfilza di notizie societarie e un dato macro che non ha avuto un particolare impatto sul mercato, palesando la presenza di qualche rischio deflativo per gli Stati Uniti.

I prezzi al consumo sono calati in giugno (terzo mese di ribassi di fila), sorprendendo le attese del mercato che erano per un lieve rialzo. Nonostante le pressioni deflative innegabili, i prezzi core restano positivi. Ieri le cifre sui prezzi alla produzione avevano dipinto un quadro analogo, con il PPI che e’ calato per il secondo mese consecutivo.

All’interno della sfera societaria, i fari sono puntati su Goldman Sachs dopo il patteggiamento con la Sec (+5%). Dopo conti superiori alle stime, il gigante industriale General Electric avanza dell’1.5% circa. Apple rimbalza dopo i cali degli ultimi giorni in vista della conferenza stampa nel corso della quale il colosso di Cupertino avra’ tutti gli occhi puntati su di se’ quando affrontera’ il tema caldo del momento: come risolvere i problemi al difetto del sistema di ricezione dell’iPhone 4.

Bank of America cede lo 0.7% in seguito a una trimestrale in linea con le previsioni, mentre BP lascia sul terreno oltre l’1% dopo il balzo di ieri pomeriggio in seguito alle notizie dello stop alla marea nera, che non hanno tra l’altro sorpreso piu’ di tanto il mercato visto che il risultato dell’esperimento era atteso.

Come era facile prevedere, i titoli Google cedeono il passo (-4.5%) dopo che la societa’ ha chiuso in utile il secondo trimestre, ma sotto le stime degli analisti. Seduta a dir poco da dimenticare per Vivus (-57%) dopo che la FDA ha espresso contrarieta’ alla commercializzazione del farmaco Qnexa. Nel frattempo Yahoo ha avviato una partnership con Gannett nella pubblicita’ a livello locale.

A condizionare l’andamento dei derivati (anche se gli incrementi sono contenuti), e’ la conglomerata americana General Electric, che ha messo a segno conti trimestrali superiori alle stime. Il titolo tuttavia non ne approfitta nel pre-mercato scivolando dello 0.7%. A deludere sono stati i ricavi.

Bank of America ha registrato utili in calo ma comunque non inferiore alle previsioni del mercato.

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Tra i big del settore finanziario, Citigroup ha pubblicato conti superiori alle stime, ma la flessione dell’utile sta pesando sui corsi azionari. Goldman Sachs avanza complice l’accordo record da $550 milioni annunciato ieri. La multa verra’ pagata alla Sec dopo le accuse di frode lanciate sulla “piovra della finanza” lo scorso 16 aprile.

Il comparto finanziario sara’ da monitorare dopo l’ok arrivato ieri dal Senato alla riforma finanziaria che ora aspetta la firma del presidente Obama. Tra le novità principali la cosiddetta “Volcker Rule” ossia il divieto alle banche commerciali di investire per conto proprio in operazioni speculative, hedge fund o private equity oltre il 3% del proprio capitale.

Attenzione anche a BP, gia’ in corsa prima dell’apertura dopo che ieri ha annunciato che il nuovo tappo posto sul pozzo Macondo ha funzionato. La marea nera, che fuoriesce dallo scorso 20 aprile, potrebbe dunque esser davvero finita.

Sul fronte macro, il calendario prevede alle 15:55 la Fiducia dell’Universita’ del Michigan.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio sono in leggero ribasso. I futures con consegna agosto arretrano di $0.2 attestandosi a quota $76.42 al barile. L’oro cede $15.30 a quota $1193 l’oncia, sui minimi di seduta. Il cross euro/dollaro si trova a $1.2980 (+0.2%). Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale si trova al 2.99% dal 2.978%di ieri.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 segna un progresso di 1.75 punti a 1851 (+0.09%).

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 registra un rialzo di 0.1 punti a 1851 (+0.01%).

Il contratto sull’indice Dow Jones guadagna 3 punti a quota 10286 (-0.06%).