Futures Usa in rosso, crollo delle carte di credito

14 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’ultima seduta di una settimana iniziata all’insegna di importanti rally, potrebbe chiudersi con il segno meno. Ieri dimenticate dal mercato, oggi le preoccupazioni sui conti pubblici dei principali paesi europei tornano a farsi sentire. A un’ora e mezzo dall’avvio delle contrattazioni i futures Usa viaggiano in territorio negativo, (vedi quotazioni a fondo pagina), lasciando intendere un avvio con il segno meno.

D’altra parte anche gli indici del Vecchio continente sono colpiti dalle vendite, in modo particolare le piazze di Milano (-3.5%) e Madrid con cali intorno al 4%. Proprio in Spagna (dove per la prima volta dal 1986 i prezzi al consumo di aprile hanno evidenziato una variazione negativa del dato core, ossia depurato dalle componenti energia ed alimenti) è stato annunciato uno sciopero dei dipendenti pubblici contro le misure di austerità adottate due giorni fa dal governo.

Il punto su cui gli esperti iniziano a interrogarsi sono proprio le misure di austerity di Madrid, Lisbona, Atene e anche di paesi come l’Inghilterra: quanto freneranno la ripresa economica globale? Va detto che per il momento il bilancio settimanale Usa resta positivo: Dow +3.8%, Nasdaq +5.6% e S&P 500 +4.1%. Anche l’Europa dovrebbe chiudere l’ottava in salita: al momento Londra segna un +4.2%, Francoforte un +8%, Parigi un +7%, Zurigo +4%, Madrid +6% e Milano +7.1%.

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Anche oggi fari puntati sul settore finanziario dopo la notizia dell’ultima indagine lanciata dalla Sec su alcuni colossi bancari. In particolare, secondo quanto ha reso noto il Wall Street Journal, JP Morgan Chase, Deutsche Bank, Ubs e Citigroup, avrebbero ricevuto un’ingiunzione dalla commissione riguardo a presunte irregolarità commesse nella vendita di bond municipali. Goldman Sachs e Morgan Stanley, inoltre, sono già oggetto di un’indagine simile.

L’inchiesta della Sec va ad aggiungersi a quella resa nota ieri e avviata dalla procura generale di New York che sta indagando su Goldman Sachs, UBS, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Credit Agricole e Merrill Lynch, ora controllata dalla Bank of America.

Soffrono nel pre-mercato con cali di circa il 7% i gruppi delle carte di credito come Visa e MasterCard dopo che il senato ha deciso di permettere alla Fed di controllare le commissioni applicate dagli istituti.

Sul fronte macro, le vendite al dettaglio relative al mese di aprile sono state migliori del previsto e pari a un +0.4%: le attese degli economisti erano per un progresso dello 0.2%. Si tratta del sesto progresso in sette mesi. Alle 15.15 ora italiana sarà il turno della produzione industriale sempre di aprile, attesa in crescita in modo piu’ sostenuto dopo il +0.1% di marzo. Alle 15.55 toccherà infine all’indice della fiducia dei consumatori stilato dall’Università del Michigan. Le stime sono per un rialzo.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio continuano a perder quota. I futures con consegna giugno segnano un calo dell’1.64% (-$1.22) attestandosi a quota $73.18 al barile. Sul valutario la moneta unica si attesta a $1.2524 (-0.08%). L’oro e’ in rialzo di $14.80 (+1.20%) in area $1244.00 dopo aver toccato un nuovo record. Il rendimento sul benchmark decennale si attesta al 3.49% dal 3.5640% di ieri.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 retrocede di 8.20 punti (-0.71%) a 1148.60.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna una flessione di 14.25 punti (-0.73%) a quota 1933.00.

Il contratto sull’indice Dow Jones scambia in calo di 64 punti (-0.59%) a 10709.