Futures Usa in ritirata, trader irritati dall’Europa

26 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca un’ora e mezzo all’avvio delle contrattazioni i derivati sui principali indici della borsa americana sono in flessione, (vedi quotazioni a fondo pagina), preannunciando una partenza negativa.

Al ritorno alla borsa di New York dopo la pausa per il Giorno del Ringraziamento, gli investitori trovano brutte sorprese ad attenderli. Mercati europei nel panico per la paura che la crisi del debito sovrano si diffonda tra i paesi periferici dell’area euro.

A farne le spese sono sopratutto Portogallo e Spagna, le principali indiziate a fare la fine di Irlanda e Grecia, mentre la moneta unica perde altro terreno scendendo in area $1.32. Nel frattempo Lisbona ha approvato il piano di bilancio 2011 e negato le indiscrezioni stampa di un quotidiano tedesco secondo cui avrebbe bisogno di aiuti dall’UE. L’obiettivo e’ ambizioso: il governo punta a ridurre il deficit dal 9.3% del PIL del 2009, a meno del 3% entro il 2014.

Stessa antifona a Madrid. Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, il primo ministro spagnolo, Luis Zapatero, ha affermato che il suo paese, alle prese con una crisi di bilancio, non cerchera’ “in nessun modo” di essere salvato dall’Unione Europea.

“Se il mercato vuole focalizzarsi sulle notizie negative, ce ne sono tante a cui fare riferimento”, dice Mike Lenhoff, chief strategist di Brewin Dolphin Lenhoff. Il debito senior di Allied Irish Banks e Bank of Ireland e’ scivolato sui timori che il governo sara’ costretto a far sobbarcare parte dei costi del piano di salvataggio sulle spalle degli obbligazionisti in possesso di titoli senior.

Nella giornata di shopping piu’ importante dell’anno negli Stati Uniti, il cosiddetto Black Friday, con i negozi aperti fin dall’alba che offrono sconti enormi di sono al 50-90% in alcuni casi, i trader sperano di ricevere cifre positive dalle vendite al dettaglio. Ma per il momento parlare di “venerdi’ nero” e’ solo per fare riferimento alla giornata no delle borse.

Tra i settori ad essere particolarmente colpite sono le banche, che e’ poi il comparto dove si presentano i maggiori i rischi per l’economia mondiale. I ribassisti hanno preso di mira sopratutto i titoli Citigroup che cedono oltre il 2%.

Con un calendario macro scarno di appuntamenti, i riflettori saranno puntati sul gruppo di societa’ di vendite al dettaglio, con le cifre sull’andamento delle vendite nei punti vendita il venerdi’ successivo al Giorno del Ringraziamento. Focus in particolare sulle catene di magazzino e le aziende di vendite online, con i titoli eBay e Target richiesti, mentre Amazon cede terreno dopo i forti guadagni accumulati mercoledi’.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna gennaio sono in calo dello 0.91% a quota $83.1 il barile. Il derivato con scadenza gennaio dell’oro segna -0.95% a $1361.9 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in calo dello 0.89% a quota $1.3241. Quanto ai Treasury, i prezzi scambiano in rialzo, con il rendimento dei titoli di stato Usa a 10 anni in contrazione di 4.2 punti base a quota 2.87%.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 scambia in calo di 11.40 punti (-0.95%) a quota 1185.10.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in flessione di 20 punti (-0.93%) in area 2138.

Il contratto sull’indice Dow Jones cede 87 punti a quota 11068 (-0.78%).