FUTURES USA IN RIBASSO

11 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca mezz’ora all’avvio delle contrattazioni i derivati scambiano in territorio negativo (vedi quotazioni a fondo pagina), il che fa mettere in conto un’apertura in rosso all’indomani di una seduta caratterizzata dall’euforia a Wall Street cosi’ come in Europa. E proprio nel Vecchio Continente dominano le prese di beneficio con flessioni intorno ai 2 punti percentuali.

Il mercato si e’ raffreddato dopo i forti rialzi di ieri, drogati dal megapiano varato in extremis da UE, Fondo Monetario Internazionale e Bce per salvare l’euro e garantire la tenuta dei mercati in un momento di piena crisi per il debito sovrano dei Paesi periferici del Vecchio Continente.

Non aiuta nemmeno l’accelerazione dei prezzi in Cina, che aumenta i timori di una pronta stretta monetaria nel Paese asiatico, la quale finirebbe per rallentare la ripresa economica mondiale.

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La dimostrazione di quanto gli investitori siano preoccupati che il piano di salvataggio da quasi mille miliardi di dollari messo a punto dai leader finanziari europei non sia sufficiente a contenere la crisi del debito sovrano dell’area euro, la offrono i mercati monetari e il costo per proteggere i bond degli istituti bancari dalle perdite.

Per quanto fisiologica, una correzione odierna non accantona i dubbi sul futuro della moneta unica, gia’ ieri in altalena, tanto che qualcuno prospetta anche un valore a 1.20 dollari nell’arco di tre mesi. D’altra parte sono molti gli interrogativi che ancora restano aperti dopo il maxi piano salva-euro. C’e’ chi e’ convinto che il piano stesso sia un vero e proprio flop per quanto, giusto per citarne uno, il segretario generale dell’Ocse Angel Gurria lo abbia da poco definito “credibile” e “di buona taglia”.

Negli Stati Uniti oggi e’ previsto un solo dato macro, quello delle scorte di magazzino all’ingrosso, alle 16 italiane. Attenzione al confronto tra Sec e vertici di Nyse e Nasdaq che siederanno di fronte al Congresso con lo scopo di trovare una soluzione per evitare che impressionanti cali causati dai sistemi di trading come quelli registrati giovedi’ scorso a Wall Street non si ripetano piu’.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio cedono terreno. I futures con consegna giugno segnano un calo dell’1.04% (-$0.8) attestandosi a quota $76 al barile. Sul valutario la moneta unica ha nuovamente perso smalto a $1.2693 (-0.74%). L’oro torna ad esser comprato registrando un incremento di $20.10 (+1.67%) in area $1220.90, avvicinandosi sempre piu’ ai massimi di sempre toccati il 3 dicembre dell’anno scorso. Il rendimento sul benchmark decennale si attesta al 3.5000% dal 3.5410% di ieri.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 lascia sul terreno 12.40 punti (-1.07%) a 1144.20.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna una flessione di 17.50 punti (-0.9%) a quota 1922.

Il contratto sull’indice Dow Jones scambia in calo di 94 punti (-0.88%) a 10647.