Futures Usa in ribasso: crescono i dubbi sulla crescita mondiale

5 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – L’azionario mondiale e’ in calo per la seconda seduta di fila. Futures Usa in leggero ribasso (valori a fondo pagina), in attesa di maggiori segnali a conferma dello stato di salute della ripresa economica globale. Si guarda a informazioni concrete sull’economia reale dopo che a stimolare i buy le scorse settimane erano state le varie ondate di liquidità da parte delle principali banche centrali mondiali. Il tutto nell’ambito di un selloff di materie prime e bond italiani e spagnoli.

Wall Street sembra impostata a seguire la performance delle Borse europee, e delle Piazze asiatiche.

Di rilievo le dichiarazioni in giornata del premier cinese Wen Jiabao, secondo cui le autorità di Pechino punteranno a una crescita economica annua del paese sul +7,5%, con inflazione al 4%. Numeri in linea con le attese ma inferiori rispetto a valori oltre il +8% mantenuti anche durante la crisi finanziaria globale. Si tratta del target di crescita piu’ basso dal 2004 a oggi.

Non aiutano affatto i dati che sono arrivati dall’Eurozona, relativi al Pmi servizi. L’indicatore è scivolato a febbraio sotto la soglia dei 50 punti, confermando una fase di contrazione nel mese. In Italia, l’indice ha testato poi il minimo da ottobre, scendendo a quota 44,1. Male anche la performance degli altri paesi europei.

Sul fronte Europa, gli investitori attendono di vedere quanti creditori privati della Grecia approveranno il piano di swap del debito da €106 miliardi. L’8 marzo è stata identificata come la data ultima per un accordo.

Dopo i forti rialzi che lo hanno portato la scorsa settimana a testare, sebbene per poco tempo, quota 3.000 per la prima volta da 12 anni (dal 2000) il Nasdaq Composite potrebbe essere destinato, secondo alcuni analisti tecnici, a un “forte sell off”.

ConocoPhillips, il terzo più grande produttore di greggio degli Stati Uniti, perde lo 0,6% a $77,18 negli scambi tedeschi, con il prezzo del petrolio in calo, estende i ribassi registrati nel finale della scorsa settimana, sui timori di minori consumi dalla Cina.

Per riuscire a restituire ai contribuenti americani parte dei 182,3 miliardi di dollari ricevuti dal governo dopo il crack di Lehman il gruppo assicurativo American International Group ha deciso di vendere una quota da $6 miliardi di AIA Group.

Dal fronte economico degli Stati Uniti, attesi i dati sugli ordinativi alle fabbriche e l’indice ISM non manifatturiero alle 16.00.

Sul fronte valutario, l’euro recupera terreno nei confronti del dollaro e riagguanta quota $1,32, a $1,3223 (+0,24%), scendendo invece -0,22% a JPY 107,67. Dollaro/yen in calo, -0,45%, a JPY 81,41.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sono quasi invariati +0,09% a quota $106,80 al barile; giù anche le quotazioni dell’oro -0,33%, che scambiano a $1.704,10 l’oncia.

Alle 15 ora italiana (le 9 di New York), i futures sull’indice S&P500 arretrano dello 0,33%, a 1.364,30 punti.

I futures sul Nasdaq giù dello 0,31%, a 2.635,25 punti.

I futures sul Dow Jones cedono lo 0,26%, a 12.934 punti.

Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano all’1,991%.