Futures Usa in calo: attesa per minute Fed, sentiment peggiora

22 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Futures sui principali indici azionari Usa in leggero ribasso (vedi valori a fondo pagina), con gli ultimi dati in arrivo dal Giappone che riportano in primo piano i timori legati al momento di difficoltà globale, con crisi del debito in Europa e rallentamento economico generale. Euro a $1,2458.

Ieri Wall Street ha chiuso la sessione in ribasso, dopo che l’indice S&P 500 e il Dow Jones avevano superato intraday il record degli ultimi 4 anni. Per il Dow Jones, si è trattato della flessione più netta delle ultime tre settimane, dopo un balzo +10% da giugno.

Lo S&P 500 era riuscito a superare il precedente record di chiusura degli ultimi quattro anni, testato il 2 aprile scorso, a quota 1.419,04 punti, salendo fino a oltre 1.425. L’indice è salito +11% dallo scorso 1° giugno. Lo S&P 500 non è riuscito così ad attestarsi a un valore superiore al record degli ultimi quattro anni. Si teme che, dopo i recenti rialzi, l’azionario versi in una condizione di ipercomprato. Come afferma in un’intervista a Bloomberg Richard Hunter, responsabile della divisione dei mercati azionari presso Hargreaves Lansdown Stockbrokers, a Londra, “il mercato ha bisogno al momento di elementi di catalizzazione che lo spingano più in alto; in assenza di tali fattori, gli operatori inizieranno a chiedersi se il recente ottimismo sia stato giustificato o meno. Di certo i dati sul deficit commerciale del Giappone non hanno aiutato il sentiment”.

Dello stesso avviso Ilya Spivak, strategist dei mercati dei cambi presso DailyFX che, stando a quanto riporta MarketWatch, ricorda che “il Giappone è il quarto esportatore al mondo e sembra che i mercati abbiano interpretato il forte ribasso delle esportazioni come la conferma del rallentamento della domanda globale”.

Negative anche le principali Borse europee, con Milano che indietreggia dopo aver testato i massimi degli ultimi 4 mesi nella giornata di ieri. L’azionario europeo è stato
zavorrato fin dall’inizio dal dato sul deficit commerciale nipponico di luglio, che è attestato oltre le attese degli analisti; altro fattore che tiene con il fiato sospeso gli operatori dei mercati globali è il meeting previsto in giornata tra il premier greco Antonis Samaras e il numero uno dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker.

Attesa a Wall Street per la pubblicazione delle minute relative al meeting Fomc (Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve) del 1° agosto, che avverrà alle 20 ora italiana; intanto, si monitorano le parole rilasciate da Charles Evans, presidente della Fed di Chicago, che ha detto che gli ultimi dati sugli scambi commerciali a livello globale sono “orribili”.

Trepidazione anche per il dato cruciale relativo al settore immobiliare Usa, relativo alla vendita di abitazioni esistenti che, secondo il consensus di Bloomberg, dovrebbero essere salite a 4,51 milioni su base annua nel mese di luglio, rispetto a 4,37 milioni dello lo scorso mese. Nella giornata di domani verranno invece pubblicati i numeri sulle vendite di nuove abitazioni, stimate in crescita a 365.000 unità, rispetto a 350.000 in giugno. Nella giornata di venerdì, sarà la volta infine del dato sugli ordinativi deo beni durevoli. Stimata una crescita +2,5%, la più forte del 2012.

Tra le storie societarie di oggi, in calo Dell, dopo che la società produttrice di personal computer ha annunciato di aver rivisto al ribasso le stime sul fatturato per il terzo trimestre, e tagliato di -20% le attese sugli utili. La debolezza della crescita economica globale e la crescente competizione dai tablet di Apple i fattori negativi per il settore dei PC.

Restando all’interno del settore, occhio a Hewlett-Packard, che dopo la chiusura renderà noti i risultati di esercizio relativi al secondo trimestre.

Apple sempre sotto i riflettori, dopo aver testato lo scorso 20 agosto il record della capitalizzazione di mercato, pari a $623,5 miliardi. Un articolo di Bloomberg mette in evidenza come gli investitori ritengano che il titolo abbia ancora spazio per crescere. “Apple ha ulteriori fondamentali che possano avallare il suo valore di mercato – ha commentato Shaw Wu, analista presso Sterne Agee & Leach, a San Francisco – La società dispone di molti utili, di molto cash, fattori che molte altre aziende non possono vantare”. Da segnalare che le quotazioni del colosso sono balzate più di 80 volte nell’ultimo decennio, mentre gli utili per azione sono cresciuti più di 300 volte, dai 9 centesimi del 2002 a $28,05 dell’ultimo anno fiscale. Un sondaggio di Bloomberg mette così in evidenza come, in media, gli analisti prevedano che nell’arco dei prossimi 12 mesi, Apple salirà fino a $736,70 dal record a $665,15 del 20 agosto.

In ambito valutario, l’euro in calo sul dollaro a $1,2458 (-0,10%). Dollaro/yen -0,03%, mentre euro/yen -0,17% a JPY 98,71.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio giù -0,15%, a quota $96,69 al barile, mentre le quotazioni dell’oro a $1.653,80 l’oncia (+0,05%).

Alle 14.37 ora italiana (le 8.37 di New York), i futures sull’indice S&P500 arretrano -0,20%.

I futures sul Nasdaq giù -0,20%.

I futures sul Dow Jones scendono -0,20%.

Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano all’1,770%, in calo di 3 punti base.