Futures Usa in bilico con le banche d’Europa, stress test farsa?

7 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo la pausa legata al Labor Day, oggi Wall Street torna alle contrattazioni ma con un’intonazione diversa rispetto a quella che aveva permesso alla settimana scorsa di far registrare incrementi superiori anche al 3%.

Quando manca un’ora e mezzo all’avvio delle contrattazioni i futures Usa viaggiano sotto la parita’, (vedi quotazioni a fondo pagina), preannunciando una partenza negativa. A condizionarne l’andamento sono rinnovate preoccupazioni sullo stato di salute delle banche europee. Di fatto si teme che i principali istituti abbiano in portafoglio piu’ titoli di stato di paesi a rischio rispetto a quanto emerso dagli stress test di luglio.

In una giornata priva di dati macro, sembra questo l’elemento cui gli operatori americani guarderanno. Sul fronte societario, Oracle avanza nel pre-mercato di quasi il 6% dopo aver scelto come suo presidente Mark Hurd, l’ex AD di Hewlett-Packard che a inizio agosto aveva lasciato il colosso dell’hardware dopo uno scandalo sessuale. Anche sui listini Usa cede terreno Barclays: Bob Diamond, a capo della divisione investment banking, diventa AD della banca inglese.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures sul petrolio con consegna ottobre, cede il 2.3% a $72.87 il barile. Il derivato con scadenza settembre dell’oro segna -0.29% a $1248. Sul fronte valutario l’euro retrocede dello 0.97% a quota $1.2751. Quanto ai Treasury, prezzi in rialzo con il rendimento del decennale che si attesta al 2.65 dal 2.7060% di venerdi’.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 segna un calo di 7.70 punti a 1095.80 (-0.70%).

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in flessione di 11 punti a 1856 (-0.59%).

Il contratto sull’indice Dow Jones registra un ribasso di 60 punti a quota 10376 (-0.57%).