Futures Usa giu’, pesano Apple e Citigroup

18 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca mezz’ora all’avvio delle contrattazioni a Wall Street, i derivati sui principali indici di borsa americani (vedi quotazioni a fondo pagina) viaggiano sotto la parita’ (solo quello sul Dow segna un frazionale rialzo) prennunciando una partenza negativa all’indomani del lungo ponte dovuto alle celebrazioni del Martin Luther Kind Day.

A peggiorare il quadro rispetto a un’ora fa e’ un mix di fattori: un dato macro deludente e trimestrali poco soddisfacenti. L’indice che misura l’attivita’ manifatturiera nell’area di New York e’ cresciuto ma meno delle attese nel mese di gennaio. Alle 15 toccai ai flussi netti di capitale di novembre, un’ora dopo sara’ la volta dell’indice della fiducia dei costruttori di gennaio.

Sullo sfondo resta la pausa che l’AD di Apple si prende per motivi di salute. Non a caso e’ ancora il Nasdaq il listino piu’ monitorato e che con ogni probabilita’ sara’ oggetto di forti vendite. Non e’ la prima volta che Jobs si assenta dalla guida della societa’. Il mercato teme per il futuro del gruppo californiano, indissolubilmente associato al suo numero uno. Gia’ ieri il titolo Apple e’ stato penalizzato sul listino tedesco con un -8% circa mentre la borsa a New York era rimasta chiusa. Oggi, nel pre-mercato, le azioni perdono circa il 5%. Alla chiusura della contrattazioni per altro e’ attesa la trimestrale della societa’.

Citigroup nel frattempo ha pubblicato i conti del quarto trimestre: la banca torna all’utile ma gli analisti di aspettavano di piu’. Il titolo soffre nel pre-borsa cosi’ come Delta Airlines: in questo caso pesa la voce costi, anche nel futuro.

In Europa i listini continuano a correre all’indomani della riunione dei 17 ministri finanziari dell’area Euro, preceduta da un incontro a livello di ministri finanziari dei 6 paesi dell’area (Germania, Francia, Olanda, Austria, Finlandia e Lussemburgo) che al momento beneficiano del rating massimo. Obiettivo: discutere l’ipotesi di rendere disponibile tutti i 440 miliardi di euro in dotazione del fondo Efsf. Di fatto e’ stato deciso di prendere tempo, fino a fine marzo, per l’implementazione di decisioni concrete in merito a modifiche qualiquantitative del fondo Efsf e piu’ in generale sul meccanismo permanente che dal 2013 dovrebbe sostituire il fondo stesso. Oggi e’ in programma la riunione a livello dei 27 ministri finanziari dell’Ue.

La Spagna ha emesso 5,5 miliardi di euro di titoli a 12 e 18 mesi con rendimenti in calo rispetto alla medesima asta di dicembre. Bene anche l’asta in Belgio.

Sugli altri mercati i futures sul petrolio con consegna febbraio del petrolio scivolano dello 0,33% a $91,24. Il derivato con scadenza febbraio dell’oro sale del’1,12% a $1.375,80. Sul fronte valutario, l’euro guadagna lo 0,71% a $1,3389. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale si trova al 3,29% dal 3,33% di venerdi’ scorso.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 cede 1,8 punti (-0,14%) a quota 1.288,20.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -18 punti (-0,78%) in area 2.302,00.

Il contratto sull’indice Dow Jones avanza di 16 punti a quota 11.741 (+0,14%).