Futures Usa fiacchi, al vaglio tagli di bilancio di Obama

14 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca mezz’ora all’avvio delle contrattazioni a Wall Street, i derivati sui principali indici di borsa americani (vedi quotazioni a fondo pagina) viaggiano appena sotto la parita’, preannunciando una partenza incerta dopo che il bilancio della settimana scorsa aveva visto rialzi di oltre un punto percentuale.

Gli indici cercheranno di aggiornare i massimi da meta’ giugno 2008, ma con un calendario macro Usa scarno di dati importanti, con ogni probabilita’ il mercato si rendera’ protagonista di una prova poco movimentata, sostiene Peter Cardillo, chief market economist di Avalon Partners.

Tuttavia, ha proseguito l’analista, “le notizie provenienti dalla Cina sono state incoraggianti”. Il fatto che il deficit della bilancia commerciale si sia ristretto ha aiutato il dollaro.

Non essendoci grandi appuntamenti clou previsti in America, a fungere da market mover potrebbe essere il piano di bilancio dell’anno fiscale 2012. Il piano da $3.700 miliardi prevede tagli dolorosi in molti programmi governativi, ma non colpira’ troppo i tre principalli ‘fardelli’ debitori, ovvero i programmi di assistenza medica e previdenza Medicare, Medicaid e Social Security. Il piano punta a ridurre il deficit di $1.100 miliardi in 10 anni.

Dal fronte societario americano ci sono annunci di M&A: General Electric (GE) comprera’ l’inglese John Wood Group (UK:WG) per $2,8 miliardi. EchoStar (SATS) acquisira’ Hughes Communications (HUGH) per circa $2 miliardi incluso il debito. Probabile che i titoli tecnologici soffrano con il calo, nel pre-borsa, di Nokia. Tutta colpa della bocciatura degli analisti di JP Morgan dopo la partnership annunciata venerdi’ con Microsoft.

Sullo sfondo resta l’Egitto. Nel weekend l’esercito, che ha preso il potere dopo le dimissioni del presidente Mubarak, ha sciolto il parlamento e sospeso la costituzione. La borsa resta chiusa almeno fino alla prossima domenica. Le banche non apriranno i battenti almeno fino a mercoledi’ dopo le proteste alle porte della Banca Nazionale. Intanto in Yemen e Algeria le proteste continuano, segno che il mercato non ha affatto messo da parte i timori legati a un’effetto domino in tutto il Medio Oriente.

In Europa, sotto i riflettori c’e’ l’incontro dell’Eurogruppo per discutere sulla riforma del Patto di stabilita’ e di crescita dell’Ue. Si ricorda lo scivolone dell’euro sotto $1,35. I trader sembrano attribuire la colpa alla banca tedesca WestLB, in difficolta’ nel mettere a punto un piano di ristrutturazione credibile e da presentare alla Commissione Europea per poter essere salvata. “Le notizie riguardanti WestLB non offrono alcuna possibilita’ di essere ottimisti per l’euro”, ha spiegato a Reuters Jeremy Stretch, strategist valutario per CIBC. “Aspetti negativi strutturali nell’Eurozona non sono scomparsi e alcuni di questi rischi sono dovuti al settore bancario. I problemi che sta incontrando WestLB ne sono il riflesso”, ha aggiunto Stretch.

Sugli altri mercati, i futures con scadenza marzo segnano un calo dello 0,15% a $85,45 il barile. I contratti con scadenza aprile dell’oro sono piatti a $1.360,40 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro lascia sul campo lo 0,73% $1,3455. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale vale il 3,64% dal 3,6460% di venerdi’ scorso.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 arretra di 2,8 punti (-0,21%) a quota 1.325,20.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -1,75 punti (-0,07%) in area 2.376,5.

Il contratto sull’indice Dow Jones cede 8 punti a quota 12.233 (-0,07%).