Futures Usa esitanti in attesa dei dati

15 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca un’ora e mezza all’avvio delle contrattazioni a Wall Street, i derivati sui principali indici di borsa americani (vedi quotazioni a fondo pagina) viaggiano intorno ai livelli di parita’, preannunciando una partenza nervosa.

Dagli ultimi dati macro nel mondo sono emersi rialzi dei prezzi al consumo in Cina e Regno Unito e in attesa di conoscere gli aggiornamenti su attivita’ manifatturiera, immobiliare e vendite al dettaglio in Usa. Delle cifre che giungeranno dal fronte economico degli Stati Uniti l’attesa e’ soprattutto per il dato relativo alle vendite al dettaglio, che fara’ il punto della situazione sulla solidita’ dei consumi Usa.

Gli investitori tentano di lasciarsi alle spalle il senso di incertezza che aleggia da un po’ di tempo sui mercati. Un occhio di riguardo e’ rivolto comunque sempre al rialzo dei prezzi del petrolio: a Londra il Brent rimane in rialzo oltre quota $103 al barile, in crescita di 29 centesimi, mentre sul Nymex il WTI aumenta sopra gli $85 al barile. I nuovi rialzi si spiegano con le tensioni che permangono sul fronte geopolitico in Medio Oriente: i riflettori sono ora sull’Iran , dove, sull’onda dell’Egitto, scoppiano nuove proteste.

Torna a reagire l’euro che sui mercati newyorchesi torna a recuperare la soglia degli $1,35, dopo la debolezza seguita al raggiungimento dell’accordo sulla creazione di un Fondo Permanente dai ministri delle Finanze dei 27 paesi dell’Unione Europea, avvenuto nella giornata di ieri. A New York, l’euro si attesta in rialzo.

In Europa tra le migliori Madrid e Milano, dove va tenuta sotto osservazione la performance dei titoli Fiat, dopo l’audizione alla Commissione delle attivita’ produttive della Camera dell’amministratore delegato Sergio Marchionne .

L’inflazione in Cina e’ salita del 4,9% in gennaio rispetto a un anno prima, sotto le previsioni che erano per un incremento del 5,4%. I prezzi al consumo britannici sono aumentati del 4% su base annuale il mese scorso dal +3,7% di dicembre.

“Per il momento i mercati stanno analizzando ancora i dati sull’inflazione”, osserva a Marketwatch Peter Cardillo, chief market economist di Avalon Partners, aggiungendo che in realta’ “sul breve termine il rincaro dei prezzi e’ persino positivo per l’azionario, dal momento che i tassi di interesse in Europa sono dove sono, mentre qui in Usa non salgono. Con tassi cosi’ bassi, i mercati attirano investimenti”. Come era naturale aspettarsi i dati hanno alimentato l’appeal dell’oro, che viene vista come un cuscinetto contro l’inflazione.

Sul fronte societario non si segnalano grandi notizie, fatta eccezione per i conti di Qwest Communications International, che ha chiuso l’ultimo trimestre in perdita. In calendario e’ prevista anche la trimestrale di Sirius XM Radio.

Sugli altri mercati, i futures con scadenza marzo segnano un progresso dello 0,48% a $85,22 il barile. I contratti con scadenza aprile dell’oro guadagnano lo 0,59% a $1.373,20 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro avanza dello 0,18% $1,3514. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale vale il 3,64%, in rialzo di 1,9 punti base.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 arretra di 3 punti (-0,02%) a quota 1.326,80.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -1 punti (-0,04%) in area 2.380,75.

Il contratto sull’indice Dow Jones cede 1 punto a quota 12.221 (-0,02%).