FUTURES USA DEBOLI A CAUSA DI GIAPPONE E CINA

26 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Si preannuncia una seduta in lieve calo a Wall Street, con i contratti sui principali indici azionari che quando manca un’ora e mezzo all’inizio delle contrattazioni scambiano sotto i livelli della vigilia (vedi quotazioni a fondo pagina).

Sul mercato crescono le preoccupazioni per lo stato di salute delle finanze della seconda maggiore economia mondiale, il Giappone, e per le misure che la Cina adottera’ per limitare la forte crescita nazionale.

Intanto gli investitori aspettano con ansia di conoscere la decisione della Fed sui tassi di interesse e su eventuali exit srategy, la riconferma o meno del numero uno della Banca Centrale, l’intervento di Obama alla State of the Union e gli ulteriori sviluppi in materia di sistema di controllo del settore finanziario.

L’agenzia Standard & Poor’s ha rivisto l’outlook sul debito sovrano del Giappone, portandolo da stabile a negativo in vista di un possibile declassamento. A monte della decisione il fatto che il governo del Partito Democratico non sta agendo con tempismo per risolvere i problemi finanziari interni.

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In un primo momento tale avvertimento ha spinto il dollaro in rialzo verso lo yen, prima che il biglietto verde scivolasse nuovamente, sfavorito da un incremento della propensione al rischio. Nel frattempo i timori su una possibile stretta sui prestiti in Cina ha inflitto un duro colpo ai mercati asiatici.

E’ entrata ormai nel vivo la stagione delle trimestrale, con i risultati di colossi del calibro di Johnson & Johnson, DuPont, Verizon e Travelers che verranno pubblicati in giornata.

Malgrado le difficili condizioni economiche, Apple ha registrato ieri a mercati chiusi il miglior trimestre della sua storia. La societa’ californiana ha venduto un numero di iPhone superiore alle previsioni, ma ha detto che tali cifre avrebbero potuto essere piu’ alte, ma la societa’ ha voluto mantenere sotto controllo i livelli delle scorte.

Sugli altri mercati, in forte calo i metalli, in particolare il platino. Nel comparto energetico in flessione le quotazioni del greggio. I futures con consegna marzo cedono $0.62 attestandosi a quota $74.64 al barile. Sul valutario la moneta unica si indebolisce a $1.4085. In calo anche l’oro a $1092.90 l’oncia (-$3.90). Avanzano i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ sceso al 3.5800% dal 3.6120% di ieri.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in ribasso di 2.50 punti (-0.23%) a 10090.10.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna +1.75 (+0.10%) a 1800.25.

Il contratto sull’indice Dow Jones cede 8.00 punti (-0.08%) a quota 10132.00.