FUTURES USA CORRONO DOPO INTEL E JP MORGAN

14 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Si profila una seduta all’insegna degli acquisti a Wall Street, con i contratti sui principali indici azionari che quando manca un’ora e mezzo all’avvio delle contrattazioni sono orientati in rialzo (vedi quotazioni a fondo pagina).

La notizia di cifre sorprendenti circa il risultato e l’outlook trimestrale di Intel, uniti all’annuncio di utili superiori alle attese da parte di J.P. Morgan Chase, ha dato carburante ai futures, spingendo il Dow Jones a pochi passi dalla meta dei 10000 punti. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare accedendo alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo subito: costa solo 76 centesimi al giorno, provalo ora!

Ieri a mercati chiusi Intel, la produttrice di chip numero uno al mondo, ha reso noto di aver archiviato il trimestre con un calo dell’utile dell’8%, battendo le attese del mercato. Il margine lordo si e’ attestato al 57.6% e, stando alle previsioni dell’azienda, raggiungera’ il 62% nel trimestre attuale.

“Se e’ vero che si prevedevano risultati migliori del previsto, le dimensioni del risultato di Intel hanno eclissato la nostra opinione secondo cui le attese erano troppo alte in vista della stagione delle trimestrali”, ha osservato Glen Yeung, analista di Citi. I titoli Intel accelerano del 5%.

Dal canto suo J.P. Morgan Chase fa un balzo superiore al 3% dopo che il gigante finanziario ha riportato un profitto superiore alle stime pari a $3.6 miliardi. Ora, in attesa di conoscere domani i conti fiscali di colossi del calibro di Goldman Sachs, Google, IBM e Advanced Micro Devices, ad attirare l’attenzione degli economisti saranno le vendite al dettaglio relative al mese di settembre e le scorte di magazzino di agosto.

“A meno che le vendite al dettaglio non dovessero essere uno shock in negativo, il Dow sembra intenzionato a raggiungere quota 10 mila, il che metterebbe in serio pericolo i titoli di Stato, che potrebbero testare i minimi di venerdi’ scorso”, sottolinea Kenneth Broux, economista di Lloyds TSB Corporate Markets. Gli economisti prevedono un calo delle vendite retail del 2.1%.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico avanza il greggio. Dopo aver toccato i massimi di un anno sopra i quota $75 al barile, al momento i futures con consegna novembre guadagnano $0.72 a quota $74.87 al barile. Sul valutario ancora debole il dollaro, con l’euro che scambia in progresso nei confronti del biglietto verde a quota $1.4888. Si prende una pausa l’oro: i futures con scadenza dicembre scambiano in ribasso di $2.70 a quota $1062.30 l’oncia. In netta contrazione i prezzi dei Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.3900% dal 3.3120% di ieri.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in progresso di 14.90 punti (+1.39%) a quota 1083.70.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna +24.00 punti (+1.39%) a 1750.75.

Il contratto sull’indice Dow Jones e’ in rialzo di 119.00 punti (+1.21%) a 9928.00.

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