Futures Usa ancora in ribasso dopo dati contrastati

28 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – I futures americani registrano una performance al ribasso (vedi performance in fondo pagina), dopo il forte rally della vigilia che ha portato l’indice S&P 500 a registrare la performance mensile migliore dal 1974.

I forti acquisti sono stati alimentati sia dall’accordo raggiunto tra i leader europei per salvare l’euro, sia dal Pil del terzo trimestre, che è salito del 2,5%, a un ritmo quasi doppio rispetto al rialzo dell’1,3% del secondo trimestre, e che ha segnalato anche lo smorzarsi delle pressioni inflazionistiche.

Ma oggi il vento sembra già cambiare, visto che si parla dei dubbi sull’attuazione del piano illustrato dall’Europa neanche due giorni fa. E la doccia fredda arriva dalla stessa Corte costituzionale tedesca, che ha emesso una ingiunzione temporanea contro il potenziamento del Fondo Salva stati. Sembrano passare così in secondo piano le notizie arrivate dal fronte macroeconomico americano, che sono state tra l’altro contrastate.

A fronte di un rialzo delle spese per consumi pari allo 0,6% nel mese di settembre, i redditi personali hanno deluso le attese.

Oggi, tuttavia, così come in Europa, si torna così alla cautela. “Siamo di fronte a un comunicato ambizioso, ma i mercati vorranno sapere ora come si arriverà agli obiettivi – commenta William De Vijder, responsabile globale degli investimento presso BNP Paribas Investment Partners – La giuria è ancora lì fuori e ci vorranno molte settimane prima che i mercati riescano ad avere un quadro più chiaro” sui piani dell’Unione europea. Per questo, l’analista mantiene un rating “underweight” sull’azionario.

Tra i risultati societari che saranno diffusi in giornata, occhio al produttore di chip Advanced Micro Devices che ha reso noto nella tarda serata di ieri di aver concluso il terzo trimestre con utili per $97 milioni, o 13 centesimi, al di sopra delle attese degli analisti che avevano previsto un attivo per azione di 10 centesimi.

Attenzione anche a Chevron, che ha visto gli utili del terzo trimestre raddoppiare a $7,8 miliardi, o $3,92 per azione, contro i $3,8 miliardi, o $1,87 per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. Il fatturato è aumentato a $64,4 miliardi, dai $49,7 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno, grazie ai prezzi più elevati del petrolio.

Sul fronte valutario, l’euro rimane sopra quota $1,41, cedendo però nei confronti del dollaro lo 0,12% a quota $1,4164. La moneta unica sale nei confronti del franco svizzero (+0,17%), a CHF 1,2219, mentre perde lo 0,39% verso lo yen, a 107,32.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio scendono dell’1,63%, a $92,43 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano dello 0,64%, a $1.736,50 l’oncia.

Intanto alle 15.00 circa ora italiana (9.00 di New York) i futures con consegna dicembre sullo S&P500 sono in calo di 5,90 punti (-0,46%), a quota 1.276,80 punti.

I futures sul Nasdaq scendono di 10,25 punti (-0,43%), a 2.383,50.

I futures sul Dow Jones sono in flessione di 52 punti (-0,43%), a 12.116.

Rendimenti dei Treasury a 10 anni in calo al 2,381%.