Futures Usa al palo, l’Egitto torna a preoccupare

11 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Il rifiuto del presidente egiziano Hosni Mubarak di lasciare il suo incarico torna a preoccupare gli operatori di borsa. L’effetto immediato e’ ribasso dei listini, rafforzamento del dollaro, percepito come bene rifugio, e corsa del greggio.

Quando manca un’ora e mezza all’avvio delle contrattazioni a Wall Street, i derivati sui principali indici di borsa americani (vedi quotazioni a fondo pagina) viaggiano sui livelli di parita’, preannunciando una partenza incerta all’indomani di una seduta invariata e nel corso della quale il Dow ha interrotto la serie positiva di rialzi.

“Le rinnovate tensioni in Egitto dopo il suo discorso di ieri sono il tema principale della seduta odierna e il loro perdurare rischia di contagiare i mercati globali”, ha dichiarato a Reuters Adarsh Sinha, analista di Bank of America Merrill Lynch. Che i trader siano preoccupati e’ dimostrato dal balzo dei cds per assicurarsi contro il rischio di un fallimento dell’Egitto.

In Usa, la giornata macro prevede il deficit commerciale e l’indice della fiducia Michigan.

In Europa e’ positivo in questo momento soltanto il DAX a Francoforte. Il riaccendersi delle tensioni legate alla crisi del debito sovrano spiega, oltre all’avversione avversione al rischio , l’indebolimento dell’euro. Moody’s ha bocciato i titoli non garantiti delle banche irlandesi.

In generale e’ il settore tecnologico a soffrire: la joint venture tra Nokia e Microsoft non convince gli analisti tanto che il titolo del primo produttore al mondo di cellulari e’ arrivato a perdere il 12%.

A Piazza Affari ne risente il produttore di chip Stm, il peggiore titolo del Ftse Mib. Male anche FonSai ma le vendite colpiscono anche il settore bancario: giu’ B.P.Milano, B.Popolare, Mediolanum, B.Mps, Ubi B., Intesa Sanpaolo e Mediobanca. Si mette in mostra Pirelli dopo le indicazioni positive sul 2011 arrivate da Goodyear e Michelin.

Sugli altri mercati, i futures con scadenza marzo segnano un rialzo dello 0,45% a $87,12 il barile. I contratti con scadenza analoga dell’oro salgono dello 0,07% a $1.363,40 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro lascia sul campo lo 0,55% $1,3527. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale vale il 3,66% dal 3,708% di ieri.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 arretra di 3,60 punti (-0,27%) a quota 1.315,20.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -4,25 punti (-0,18%) in area 2.357.

Il contratto sull’indice Dow Jones cede 25 punti a quota 12.169 (+0,21%).