FUTURES: ONDATA DI VENDITE, INCUBO LEHMAN, LA FED TAGLIA I TASSI?

15 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Ad un’ora e mezza dall’apertura delle borse i contratti sugli indici Usa sono in fortissimo calo, il maggiore in assoluto dal 2002 (vedi quotazioni a fondo pagina) il che lascia prevedere un avvio nettamente negativo per l’azionario. Intanto gli operatori scommettono su un taglio di emergenza del costo del denaro da parte della Federal Reserve nella riunione di domani del Fomc, per permettere al mercato di ammortizzare meglio il duro colpo degli avvenimenti di queste ultime ore.

Il crollo di Lehman Brothers, dopo aver avviato la procedura di bancarotta in seguito alle trattative vane di raggiungere un accordo con Bank of America, Barclay’s ed altre istituzioni finanziarie per essere rilevata, ha scatenato un’ondata di vendite che sta mettendo in ginocchio i mercati internazionali.

Con alle spalle oltre 193 anni di attivita’, la storica banca di Wall Street era sopravvissuta alla Grande Depressione, a due guerre mondiali, ma non e’ riuscita a superare la crisi subprime esplosa lo scorso anno a causa dei prestiti immobiliari concessi senza scrupolo. Il fallimento lascia almeno $613 miliardi di debiti. Il titolo arretra -88% nel preborsa a una manciata di centesimi, 24 mila dipendenti rischiano il posto di lavoro, di cui 6000 in Europa e alcune decine in Italia.

Nel mirino degli short in mattinata sono anche Washington Mutual (-23%) e il colosso assicurativo American International Group (-46%), nemero 1 del settore in America: alcuni analisti hanno espresso grandi preoccupazioni su quest’ultima, che potrebbe riportare drastiche perdite a causa della forte esposizione sul comparto dei mutui. La compagnia si e’ gia’ rivolta alla Fed per ricevere un maxi prestito di $40 miliardi. Ad avanzare e’ invece Merrill Lynch (MER) che nel weekend e’ riuscita a chiudere l’accordo con Bank of America per essere rilevata ad un prezzo pari a $50 miliardi.

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In un clima di paura e incertezza, gli operatori stanno abbandonando gli investimenti sul comparto azionario per concentrarsi maggiormente su bond e oro (bene rifugio per eccellenza). Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ piombato al 3.51%; il metallo prezioso e’ avanzato a $779.00 (+$14.50) l’oncia.

Brusco scivolone del petrolio. Nelle contrattazioni elettroniche i futures con consegna ottobre segnano un ribasso di $5.61 a $95.57 al barile. Il passaggio dell’uragano Ike ha recato gravi danni alle abitazioni del Texas ma non ha comportato complicazioni alle raffinerie chiave del Golfo del Messico. Sul valutario, l’euro e’ in calo nei confronti del dollaro a 1.4120.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in ribasso di 48.80 punti (-3.88%) a 1209.70.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -51.25.25 punti (-2.88%) a 1728.25.

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 361 punti (-3.15%) a 11090.00.

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