FUTURES: INFLAZIONE + FED INNESCANO LE VENDITE

13 Dicembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

A mezz’ora dall’apertura delle borse i contratti sugli indici Usa continuano a muoversi in ribasso (vedi quotazioni a fondo pagina) il che lascia prevedere un avvio in rosso per l’azionario.

Tra gli operatori circolano sempre piu’ dubbi sull’efficacia dell’azione coordinata delle principali Banche Centrali mondiali comunicata ieri, relativa all’iniezione di liquidita’ nel sistema economico per risolvere la crisi del credito.

La monovra annunciata dalla Fed potrebbe non essere sufficiente a ristabilire la fiducia tra gli investitori e le istituzioni finanziarie. Restano ancora interrogativi precisi sulla conseguenze che il “credit crunch” potra’ avere sui consumatori e sull’andamento economico americano e mondiale piu’ in generale. Il mercato sta attraversando un momento caratterizzato da un’elevata volatilita’, ieri sono state registrate oscillazioni intraday superiori ai due punti percentuali.

I listini sono posizionati dunque per un avvio in netto calo, i numerosi dati macro comunicati negli ultimi minuti non hanno offerto particolari segnali incoraggianti in grado di invertire il movimento ribassista. Alcune note positive sono emerse dal comparto del lavoro e dal settore retail (con vendite nel mese di novembre nettamente superiori alle attese), ma l’inattesa accelerazione dei prezzi alla produzione ha risvegliato lo spettro dell’inflaizone.

Il dato, cresciuto +3.2% lo scorso mese, si attestato a livelli ben superiori al consensus (+1.5%). Inoltre e’ risultata peggiore delle attese anche la versione “core” del dato che ha portato il tasso annuale al 2%, proprio al limite del livello di tolleranza stabilito dalla Fed. In calendario sono ancora presenti i numeri sulle sulle scorte di magazzino.

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Molto contenuto l’impatto della trimestrale della banca d’investimento Lehman Brothers (LEH): la societa’ ha battuto le stime degli analisti sia sugli utili che sui ricavi, ma il titolo si muove in rosso nel preborsa a causa del debole outlook offerto per il trimestre in corso.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il petrolio sta mantenendo i forti rialzi realizzati nella seduta di mercoledi’. Nelle contrattazioni elettroniche i futures con consegna gennaio segnano un progresso di 17 centesimi a $94.56 al barile. Sul valutario, l’euro e’ in lieve flessione nei confronti del dollaro a quota 1.4684. L’oro arretra di $6.70 a $812.10 all’oncia. In leggero progresso i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.06%.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in ribasso di 10.20 punti a 1480.40

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -16.75 punti a 2091.00.

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 72 punti a 13428.

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