FUTURES DEBOLI: JP MORGAN GIU’, INTEL NON BASTA

15 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Si profila un avvio di seduta sottotono per la Borsa statunitense, con gli indici principali azionari che quando manca un’ora e mezzo all’apertura delle contrattazioni scambiano sotto i livelli della vigilia (vedi quotazioni a fondo pagina).

I profitti piu’ alti del previsto registrati da JP Morgan Chase e Intel non sono stati sufficienti a spingere l’azionario sopra i massimi di 15 mesi toccati ieri. L’S&P 500 ha chiuso in progresso otto delle ultime nove sedute e ieri ha raggiunto i livelli piu’ alti dal primo ottobre 2008.

Il gigante dei microchip Intel ha archiviato il quarto trimestre con utili in netto rialzo a $2.3 miliardi da $234 milioni, grazie all’alta domanda per computer portatili. I titoli Intel avanzano di circa l’1%.

Quanto alla seconda maggiore banca degli Stati Uniti, ha riportato un utile trimestrale di $3.3 miliardi negli ultimi tre mesi del 2009, una cifra che e’ risultata migliore del previsto.

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Il presidente e AD della societa’, Jamie Dimon, ha precisato che nonostante i risultati abbiano mostrato evidenti segnali di miglioramento, “riconosciamo che non sono riusciti a rispettare il potenziale dell’istituto in fatto di utili e non hanno evidenziato un reddito sul capitale investito adeguato” (il cosidetto ROC, ovvero il rapporto tra Ebit e book value del capitale investito). Le azioni della banca scivolano di circa il 2%.

Sul fronte macro sono in arrivo una serie di dati che potrebbero fare chiarezza sullo stato di salute dell’economia e sui livelli di inflazione.
Alle 14:30 italiane sono attesi gli aggiornamenti sui prezzi al consumo e sull’Empire Index di New York, mentre alle 15:15 sara’ la volta della capacita’ di utilizzazione degli impianti e della produzione industriale di dicembre. Quaranta minuti piu’ tardi verra’ pubblicata la lettura della fiducia dei consumatori a cura dell’Universita’ del Michigan.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico scambiano in rialzo le quotazioni del greggio. I futures con consegna febbraio lasciano sul campo $0.61 attestandosi a quota $78.78 al barile. Sul valutario, l’euro si indebolisce a $1.4383 nei confronti del dollaro. In flessione l’oro a $1135.20 l’oncia (-$7.80). Avanzano i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ sceso al 3.700% dal 3.760% di ieri.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in calo di 5.70 punti (-0.5%) a 1139.50.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -8.25 (-0.44%) a 1880.00.

Il contratto sull’indice Dow Jones cede 39 punti (-0.37%) a quota 10624.00.