Futures consolidano i guadagni, bond pressati

13 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca mezz’ora all’avvio delle contrattazioni i futures sui principali indici della borsa americana viaggiano sopra la parita’, (vedi quotazioni a fondo pagina), preannunciando una partenza positiva, anche se con una certa cautela, in sintonia con quanto visto finora in Europa.

Le grandi banche di Wall Street, in ripresa dopo il piano di salvataggio in piena crisi finanziaria, dovrebbero mettere a segno i migliori due anni nel settore dell’investment banking e del trading, con il 2010 che dovrebbe vedere i secondi risultati piu’ alti di sempre.

Sul fronte macro non ci sono appuntamenti di rilievo in calendario, ma le notizie in ambito M&A non mancano e aiutano i listini a spingersi in rialzo. General Electric ha annunciato che acquistera’ una societa’ di componentistica nel settore energetico, Wellstream Holding, per $1.3 miliardi. All’interno della sfera farmaceutica, Sanofi-Aventis rilancera’ la sua offerta da $18.5 miliardi su Genzyme. Dell da parte sua comprera’ Compellent per $960 milioni.

Delle notizie piu’ importanti da tutto il mondo, qui sotto e’ riportato un elenco degli highlight della giornata:

• Borse asiatiche e rame in rialzo dopo che la Cina ha annunciato un passo indietro sul fronte dell’aumento dei tassi, che si temeva imminente a causa del rincaro dei prezzi

• L’Australia intende aumentare la competitivita’ tra le bance

• Pechino promette un cambiamento del modello di crescita nel 2011

• Il primo ministro cinese Wen si rechera’ in visita in India nel tentativo di raggiungere un patto di fiducia reciproca in merito alle dispute riguardanti il territorio e gli scmabi commerciali

• L’inflazione in Cina potrebbe registrare un accelerazione superiore al 5%, si teme altra stretta monetaria

• I leader del blocco UE si concentreranno nella crisi del debito sovrano e la BCE sulla situazione della banche

• L’euro e’ scivolato in area $1.3202 in Europa, prima di risalire la china. Riunione in corso delle nazioni dell’Unione Europea per parlare della crisi del debito

Sugli altri mercati, i titoli di Stato cedono terreno, spingendo il rendimento sul decennale ai nuovi massimi di sei mesi, con gli investitori che stanno vendendo i bond sulle prospettive di una crescita piu’ sostenuta dell’economia e di un deficit piu’ alto negli Stati Uniti.

Il selloff dei prezzi non riguarda solo la parte lunga della curva, ma anche quella breve. I rendimenti del due anni stanno riscontrando un rialzo, raggiungendo i massimi di sei mesi, con la possibilita’ di una stretta monetaria della Federal Reserve nel 2012 che si fa sempre piu’ probabile.

Nel comparto energetico, ifutures sul petrolio con consegna gennaio sono in rialzo dell’1.81% a quota $89.38 il barile. Il derivato con scadenza febbraio dell’oro segna +0.89% a $1397.2 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ positivo dello 0.46% a quota $1.3287. Quanto ai Treasury, ancora sotto pressione i prezzi, con il rendimento del decennale che sale di 4.7 punti base attestandosi a quota 3.36%.

Londra sale dell’1.01%, Francoforte cresce dello 0.5%, Parigi fa +1.13% e Milano avanza dell’1.06%. I listini riescono così a lasciarsi alle spalle il giudizio di Moody’s, che ha confermato l’outlook negativo per le banche spagnole.

In un contesto che rimane caratterizzato da una profonda incertezza, il sentiment non è di certo aiutato in Europa dai giudizi delle agenzie di rating che continuano ad attaccare l’Europa. A tal proposito, grande è l’attesa degli operatori per la riunione dei leader Ue del 16-17 dicembre, in cui, secondo il Financial Times, si potrà considerare anche l’eventualità di concedere una linea di credito a breve termine ai paesi che hanno problemi di rifinanziamento. Inoltre, in quell’occasione si potrebbe affrontare anche la possibilità del fondo anticrisi di acquistare bond governativi.

In tutto questo, non c’è dubbio che il mondo continui a essere diviso a metà. Mentre la Cina continua a correre, l’Europa litiga ancora per la proposta di Tremonti-Juncker relativa all’emissione degli eurobond. La Cina è inoltre osservata speciale soprattutto per il dato sull’inflazione, balzato al 5,1%, al massimo degli ultimi 28 mesi.

In realtà, i rialzi delle borse europee si spiegano proprio con la mancata decisione della Cina, nel week end appena trascorso, di alzare il costo del denaro, come molti invece avevano temuto. Ma manca ormai poco all’adozione di una manovra di politica monetaria restrittiva, visto che l’economia cinese non sembra dare segnali di rallentare il passo e considerate le recenti dichiarazioni delle autorità del paese del Dragone.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 guadagna 5.30 punti (+0.43%) a quota 1241.30.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in rialzo di 8.75 punti (+0.4%) in area 2223.75.

Il contratto sull’indice Dow Jones avanza di 47 punti a quota 11391 (+0.41%).