Futures anticipano voglia di rimbalzo

9 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – A mezz’ora dagli inizi della giornata di contrattazioni a Wall Street, i futures americani continuano a salire (vedere valori a fondo pagina), reagendo al mini-crash che ha visto Wall Street crollare ieri del 6,66% (S&P500), il ribasso peggiore dal crack di Lehman. Dagli inizi dell’anno, lo S&P e Dow hanno ceduto ben il 14,5% del loro valore.

Dopo la pubblicazione del dato relativo alla produttività degli Stati Uniti -che è risultata in calo dello 0,3%, meno delle attese – i futures hanno ridotto lievemente i guadagni, per poi ripuntare con decisione verso l’alto. Sempre dopo i dati, i Treasury hanno ridotto le perdite, mentre il ha dollaro segnato un ulteriore ribasso.

Si profila dunque un bel rimbalzo in apertura per l’azionario, in attesa della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, che si pronuncerà in tema di tassi. La decisione è scontata, e si prevede ancora che i tassi sui fed funds rimarranno invariati ai minimi storici.

Gli operatori presteranno però molta attenzione ad alcuni rumor anticipati da Wall Street Italia, secondo cui la Fed sarebbe pronta a salvare la borsa dal crollo: un QE3 – ovvero una terza tornata di misure straordinarie di allentamento monetario – pare a questo punto molto probabile. Le speranze sono sui modi e i tempi delle operazioni di acquisto di titoli di stato Usa che potrebbero comunicare gia’ da oggi Bernanke e colleghi . Forte è la pressione sulla Fed, affinché agisca subito e faccia qualcosa per allentare la tensione presente sui mercati.

Commentando la situazione in cui versano i mercati Usa Morten Kongshaug, equity strategist presso Danske Bank, afferma che l’azionario è in uno stato di “estrema paura” e che gli investitori hanno perso ogni fiducia nella capacità dei politici di fronteggiare l’attuale crisi globale. L’analista non se la sente di escludere una nuova apertura di Wall Street in ribasso.

In Europa intanto le borse sono in calo per l’ottava seduta di fila: si tratta della striscia negativa piu’ lunga dal 2003. Aumentano i timori che l’economia globale possa entrare in una seconda fase di recessione e cosi’ gli investitori abbandonano gli asset piu’ rischiosi.

Ad essere colpito dalle vendite e’ sopratutto l’indice Dax della Germania, dove i Cds hanno superato per la prima volta i contratti swap omologhi britannici. Significa che ora e’ piu’ alto il prezzo da pagare per coprirsi da un eventuale default del debito tedesco rispetto a quello inglese. Intanto il differenziale tra i rendimenti dei Btp e dei bund e’ sceso sotto quota 380 punti.

Sul fronte valutario soffre il dollaro, con l’euro che incrementa i guadagni (+0,67%), salendo a $1,4276.

Nuovo tonfo dei futures sul petrolio scambiati sul Nymex, che perdono mezzo dollaro, scendono sotto gli $81 al barile, a $80,83 dollari. Quanto ai Treasuries, i rendimenti avanzano di 5,5 punti base al 2,37%.

Il clima di volatilità e di incertezza alimenta la corsa verso asset considerati sicuri come il franco svizzero e l’oro , che registrano entrambi nuovi massimi. Sul Comex le quotazioni del metallo prezioso balzano del 2,69%, a $1.759,2 l’oncia.

Alle 15 (le 9 ora di New York) il future sull’indice S&P500 sale di 18,60 punti a quota 1.129 punti.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in rialzo di 36 punti (+1,80%), a 2.074,75.

Il contratto sull’indice Dow Jones avanza di 147 punti (+1,37%), a 10.873.