Futures ancora in rosso, colpa di dollaro e Bernanke

6 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca mezz’ora all’avvio delle contrattazioni i futures sui principali indici della borsa americana viaggiano in ribasso, (vedi quotazioni a fondo pagina), preannunciando una partenza debole. La giornata si caratterizza per il recupero del dollaro contro le principali valute e una rinnovata flessione dell’euro, che venerdi’ sera era riuscito a rivedere quota $1.34 mentre ora si trova sotto $1.33.

Il mercato azionario americano continua a fare fatica dopo il rally di inizio dicembre. A mettere sotto pressione i listini e’ sopratutto il rafforzamento del dollaro contro le principali valute rivali. Gran parte dei rialzi del biglietto verde si contano contro l’euro, che al momento e’ in calo dell’1.2% a $1.325. A gravare sulla moneta unica e’ il declassamento di Moody’s del rating sul credito dell’Ungheria a Baa3 da Baa1. Il fiorino nazionale e’ crollato di circa il 2.4% contro il dollaro americano.

Intanto in Europa, il DAX tedesco e’ in calo frazionale, con Deutsche Bank e Commerzbank che oscurano la buona prova di Infineon Tech e Volkswagen. In Francia nel frattempo l’indice CAC cede circa lo 0.4%. In questo caso a gravare sono BNP Paribas e Societe Generale. Total ha invece offerto un supporto. In Inghilterra il paniere londinese FTSE e’ riuscito a portarsi in rialzo dello 0.3%. BP e Xstrata sono tra i titoli piu’ richiesti, mentre si riscontra una certa debolezza nei titoli Barclays.

Ancora una volta si fanno sentire i timori legati alla crisi del debito sovrano europeo. Oggi si riuniscono i ministri delle finanze dell’Eurozona per valutare un piano utile per uscire dall’impasse caratterizzato proprio dalle paure sul fronte dei conti pubblici mettendo a punto una soluzione per il futuro dell’Eurozona. A questo proposito sono due i temi sul tavolo.

Da un lato si discute della proposta da parte del ministro dell’Economia italiano Tremonti e del capo dell’Eurogruppo Juncker riguardante l’emissione di eurobond, obbligazioni sovrane europee, attraverso un’agenzia europea del debito (Eda). Ma e’ gia’ arrivato il no della Germania.

Da un altro lato, il numero uno del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn spinge affinche’ le autorita’ europee incrementino il valore del piano di salvataggio dei paesi in difficolta’ (messo a punto dopo il soccorso alla Grecia in maggio) e dal valore attuale di 750 milioni di euro.

Altro tema che fa parlare di se’ sono le dichiarazioni del presidente della Fed Ben Bernanke rilasciate nel corso di un’intervista ieri sera a Cbs nella trasmissione “60 Minutes”. Il governanore non esclude un aumento oltre i $600 miliardi del secondo round di allentamento monetario annunciato lo scorso tre novembre. In pratica, se l’economia Usa continuera’ a languire e se il tasso di disoccupazione rimarra’ troppo alto la Fed si dice pronta a comprare piu’ Treasury del previsto. Ma non e’ nemmeno esclusa un’exit strategy anticipata (e dunque una sospensione del programma di quantitative easing) nel caso la congiuntura dovesse migliorare.

A proposito della Fed, è importante precisare le grandi differenze che continuano a sussistere tra il suo raggio di azione e quello della Bce. La banca centrale europea ha deciso infatti di seguire la Fed, che effettua acquisti massicci di titoli di stato. Ma, come si legge nell’ opinione di Paolo Savona, mentre Bernanke può agire in tal senso in modo legale, Trichet ha più di qualche vincolo da rispettare.

Le conseguenze delle indicazioni in arrrivo dalla Fed hanno inevitabilmente delle conseguenze sul mercato valutario. Gli analisti descrivono il forex come un mercato attualmente caratterizzato da grande volatilità e nervosismo e al momento riconoscono che è difficile fare previsioni sulla direzione che prenderà il cross eur/usd.

In ambito societario, focus su Pfizer. La compagnia farmaceutica leader mondiale ha nominato Ian C. Read chief executive officer, con il gruppo che si prepara a contrastare l’agguerrita concorrenza al loro farmaco di successo anti-colesterolo Lipitor.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, ifutures sul petrolio con consegna gennaio sono in calo dello 0.2% a quota $89.01 il barile. Il derivato con scadenza gennaio dell’oro segna +0.48% a $1412.90 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in flessione dell’1.08% a quota $1.327. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale vale 2.960% contro il 3.0170% di venerdi’.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 cede 5 punti (-0.41%) a quota 1218.5.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in calo di 4.25 punti (-0.19%) in area 2183.

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 29 punti a quota 11335 (-0.26%).