FUTURE SUL TERRORISMO: PERICOLO SCONGIURATO

30 Luglio 2003, di Redazione Wall Street Italia

Travolto da un’ondata crescente di polemiche, il Pentagono ha fatto ufficialmente marcia indietro sul controverso piano per la creazione di un mercato dei future “su guerre e attentati terroristici” in Medio Oriente, decidendo di interromperlo in via definitiva. Lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa Lawrence Di Rita, portavoce del Dipartimento alla Difesa degli Stati Uniti.

La decisione, in realta’, era gia’ stata anticipata dalle dichiarazioni diffuse ieri (martedi’) in mattinata da John Warner, Presidente della Commissione del Senato sulle Forze Armate, e da Paul Wolfowitz, n.2 del Dipartimento alla Difesa. Quest’ultimo aveva affermato che il suo Dipartimento si era spinto “troppo oltre con l’immaginazione”.

Nato con il nome di “Policy Analysis Market”, il piano prevedeva l’istituzione di un mercato, a partire dal primo ottobre, in cui 1000 trader (il numero sarebbe lievitato a 10 mila dall’anno prossimo) si sarebbero scambiati contratti future attraverso un sito Internet appositamente costituito (www.policyanalysismarket.org).

L’oggetto dei contratti, e questo era l’aspetto sconcertante della vicenda, riguardava la possibilita’ del verificarsi di determinati avvenimenti economici, civili e militari in Medio Oriente, compresi attacchi terroristici o uccisioni di esponenti politici.

I possessori di un contratto future sull’omicidio di Yasser Arafat o lo spodestamento di Re Abdullah di Giordania (esempi tratti dal sito), avrebbero incassato un profitto qualora, entro la data di scadenza del future, l’avvenimento si fosse effettivamente concretizzato.

Come accade per tutti i future, inoltre, prima della scadenza il possessore avrebbe potuto vendere il contratto ad una controparte, e incassare i profitti (o sostenere le perdite) derivanti dalle variazioni di prezzo intervenute nel frattempo. Il prezzo, in definitiva, sarebbe dipeso dalle probabilita’ del verificarsi dell’evento.

Il piano era stato ideato dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), un’agenzia del Pentagono che si occupa dello sviluppo di armi e tecnologie del futuro (tra le sue realizzazioni c’è anche la rete Internet). E lo scopo, stando alla logica discutibile dell’agenzia, non era neanche malvagio: si trattava, in buona sostanza, di “cercare il maggiore numero di vie possibili per prevenire attacchi terroristici”.

Data l’elevata efficienza dei mercati finanziari, la DARPA sosteneva che attraverso il Policy Analysis Market il Pentagono avrebbe potuto raccogliere il maggior numero di informazioni possibili, spesso nascoste o inaccessibili, su determinati avvenimenti.

Ma com’era prevedibile, il piano, svelato lunedi’ dai due Senatori Democratici Ron Widen e Byron Dorgan, ha immediatamnete suscitato profondi dissensi. Non solo “il mercato dei future sulla morte”, come lo ha definito la Senatrice Hillary Clinton, ha sollevato legittime perplessita’ sul piano etico, ma soprattutto preoccupava la possibilita’ che i terroristi ne potessero trarre vantaggio.

Si tratta di un mercato “incredibilmente stupido”, ha affermato Dorgan. “Cosa pensereste – ha inoltre polemizzato Widen – se un altro Paese mettesse su un mercato dove si scommette sull’assassinio di un politico americano?”.

Particolarmente aspre sono state poi le critiche di Tom Daschle, capogruppo dei Democratici al Senato. Dopo aver denunciato il progetto come “un incentivo a commettere atti terroristici”, Daschle ha chiesto all’amministrazione Bush di rinunciare a promuovere il “trading sulla morte” e di scusarsi pubblicamente per l’accaduto.

Alla fine le scuse non sono arrivate, com’era prevedibile. Ma i pericoli di questa infelice trovata del Pentagono per il momento sembrano scongiurati.