FUTURE IN ROSSO IN ATTESA DEI BENI DUREVOLI

26 Agosto 2003, di Redazione Wall Street Italia

A due ore dall’inizio delle contrattazioni, i future sugli indici americani sono in territorio negativo.

A poco e’ servita la chiusura positiva di Tokio dove l’indice Nikkei prosegue stabilmente sopra quota 10.000 punti.

Il tono negativo dei contratti sugli indici USA prosegue insieme al rafforzamento del dollaro. Sotto 1.10 contro l’euro, i trader ritengono di non voler rischiare perdite sul fronte dei cambi per una performance sull’equity tutt’altro che scontata.

Questa impostazione potrebbe cambiare se, come molti prevedono, il livello di 1.08 si dimostrera’ effettivamente valido per fermare l’apprezzamento del biglietto verde.

Sul fronte macroeconomico il dato piu’ importante della giornata e’ atteso prima dell’apertura della borsa con gli ordini dei beni durevoli per il mese di luglio. Il mercato attende un rialzo dell’1%. Una sorpresa positiva, oltre che un beneficio sul comparto equity che potrebbe essere di breve durata, colpirebbe duramente il reddito fisso gia’ messo alle corde.

In questi ultimi giorni di agosto l’incubo che si aggira nelle sale operative americane si chiama reflazione. Se i dati macroeconomici dovessero suggerire anche una accelerazione dei consumi, la paura dei bond trader potrebbe scatenare vendite pesanti.

A mercati aperti saranno resi noti i dati sulla fiducia dei consumatori per il mese di agosto e la vendita di nuove case per il mese di luglio. Entrambi i segnali anche se di non fondamentale importanza, sono da osservare con attenzione. Soprattutto i numeri sul mercato immobiliare detteranno i ritmi dell’attivita’ sui Treasury, influenzati dalle vendite degli operatori del mercato dei mutui immobiliari.

Alle 13:30 (le 7:30 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P 500 perde 3.20 punti (-0,34%), a 990,30 punti.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in ribasso di 6 punti (-0,46%) a 1.301,00 punti.

Il contratto sull’indice Dow Jones cede 26 punti (-0,28%) a 9.294,00 punti.

Sul mercato obbligazionario, l’ultima emissione del titolo del Tesoro USA a 10 anni fa registrare rendimenti al 4,55%.

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