Fuga o rimpatrio, il dilemma dei “super ricchi”

23 Aprile 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Fuga di capitali dall’Italia e prove tecniche di rimpatrio: le strategie degli intermediari e i rischi (anche fiscali) per i clienti”. E’ questo il titolo della tavola rotonda che si terrà venerdì 23 maggio (ore 9,30) nell’Area Village di IT Forum 2014.

Un appuntamento molto atteso, considerando lo “sgretolarsi” del segreto bancario e il prossimo innalzamento della fiscalità su rendite e patrimoni al 26%: due fattori che stanno creando negli investitori “affluent” un interesse all’ipotesi di trasferimento all’estero della residenza. Nel frattempo si parla anche di “voluntary disclosure”, un prossimo decreto che renderà operativa la possibilità di regolarizzazione capitali e patrimoni illecitamente detenuti all’estero.

La tavola rotonda sarà dunque un momento di approfondimento di queste tematiche, su come cioè gli intermediari italiani ed esteri si stanno muovendo per accompagnare le scelte dei clienti e sui rischi che possono comportare strategie di “espatrio” aggressive. Un tema di forte attualità, sul quale abbiamo intervistato uno dei relatori, il dott. Leo De Rosa, fiscalista della Russo De Rosa Associati, Studio legale e tributario Milano.

Dott. De Rosa, è vero che aumenta il numero di italiani affluent, dotati cioè di cospicui patrimoni, che valutano di trasferire all’estero la propria residenza? Con quali conseguenze, legali e fiscali? Ma ci sono vantaggi?

Ci accade sempre più spesso di essere interpellati circa i vantaggi di strategie di “fuga fiscale” dall’Italia. La verità è che per i titolari di grandi patrimoni si tratta di un‘opzione non necessariamente vincente. La tassazione sulle rendite, anche in prospettiva “26 percento”, è comunque non superiore a quello che offre il panorama degli altri Paesi occidentali, inoltre le “mini” patrimoniali su immobili e ricchezza finanziaria non appaiono particolarmente gravose. Mentre sul fronte delle successioni, è l’ordinamento tributario italiano, ad oggi, da considerare un “paradiso fiscale”.

Dopo “condoni” vari negli ultimi 10 anni per i capitali detenuti all’estero, sta per arrivare il provvedimento che renderà operativa la voluntary disclosure. Qual è la sua valutazione?

L’eredità ricevuta dal governo Letta uscente è stata accettata dal nuovo premier Renzi con beneficio d’inventario, cercando di rendere l’opzione del rimpatrio più attraente. In particolare, oltre ad un’ampia depenalizzazione e ad uno sconto sulle sanzioni amministrative, verrà consentito di pagare – ma queste sono solo le indiscrezioni – non oltre la metà delle imposte a suo tempo evase.

Pur tuttavia non parlerei di condono, siamo infatti ben oltre l’esigua forchetta del 5%-7% di cui hanno goduto i “fortunati” dello Scudo Fiscale.

TAVOLA ROTONDA:

Fuga di capitali dall’Italia e prove tecniche di rimpatrio: le strategie degli intermediari e i rischi (anche fiscali) per i clienti”.

Venerdì 23 maggio (ore 9,30) Area Village di ITForum 2014.

Relatori:

Umberto Giraudo, Direttore Generale di Ersel Investimenti Spa e di Fidersel Fiduciaria Spa
Achille Gennarelli, Executive Director JP Morgan Chase
Leo De Rosa – Fiscalista, Russo De Rosa Associati, Studio legale e tributario Milano
Guido Feller, Responsabile Wealth Planning di Azimut Wealth Management

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da IT Forum News – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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