FUGA DALLA TV SE C’ E’ IL CAVALIERE

8 Aprile 2004, di Redazione Wall Street Italia

Solo gli analisti attentissimi e i maniaci dell´audience potranno esaminare i diagrammi minuto per minuto e stabilire con feticistica certezza se il punto più basso si sia raggiunto quando Silvio Berlusconi ha promesso di eliminare dalle strade le curve pericolose (“meno curve per tutti”) o quando ha annunciato i progressi nel collegamento tra Kiev e la Transiberiana.

Tutti gli altri nel frattempo sappiano, all´ingrosso, che la puntata di “Porta a porta” in cui il premier accompagnava Lunardi come da qualche tempo fa coi suoi ministri è andata malissimo: record negativo di ascolti, un milione 700 mila spettatori, 17 e 19 di share contro una media della trasmissione del 21. Quando nel 2001 firmò sempre da Vespa il “Contratto con gli italiani”, che ogni volta cita come fosse una cosa seria, gli ascoltatori erano 3 milioni e 600 mila e la percentuale di ascolti del 35,3 per cento. Gli prestavano attenzione, allora. In tre anni: Berlusconi dimezzato.

Per uno che campa di tv è un lutto serio, e difatti ieri la grave circostanza ha tenuto banco a palazzo Chigi e alla Camera quanto le stragi di civili in Iraq: Frattini in aula a difendere la posizione dell´Italia, forzisti in Transatlantico a chiosare la debacle televisiva. Opposizione contraria al mantenimento del contingente a Nassiriya e soddisfatta della sconfitta tv. Per la Margherita Giorgio Merlo, deputato in vigilanza Rai: “Gli italiani si sono stufati delle sue apparizioni tv e dei proclami senza seguito. E´ una stella in declino, gli italiani non hanno l´anello al naso”. Giuseppe Giulietti, ds: “Il comizio non paga più, Berlusconi va ammirato per come si è difeso dall´affetto dei giornalisti presenti: gli spunti più critici sono venuti da lui”.

La prestazione tv di ieri – in effetti – è andata peggio persino di quella con la Moratti sulla riforma della scuola, prova per gli spettatori già durissima. Lunardi era un arredo, ha preso la parola dopo un´ora e venti minuti dall´inizio del programma e non se n´è accorto nessuno. Per il resto del tempo si è limitato a sedere composto mentre Berlusconi col pennarello rosso ridisegnava sulla lavagna tracciati di strade, autostrade e ferrovie di un paese ideale e per il momento inesistente: ogni tanto dei servizi realizzati dalla redazione di Porta a Porta spiegavano come la variante di valico Firenze Bologna sia praticamente pronta (49 chilometri in galleria, per la fortuna di chi ha imprese adatte all´uopo) e come la Salerno Reggio Calabria stia per diventare un paradiso da cui saranno eliminate, appunto, le curve pericolose sempre con l´accorgimento delle gallerie.

A “Batti e ribatti”, la nuova trasmissione di Pierluigi Battista – fascia oraria blindata fra il Tg1 e “Affari tuoi” di Bonolis, sei minuti, per cambiare canale bisogna proprio volerlo fare ed essere molto veloci – la puntata con Berlusconi è stata la peggiore della settimana: 26,8 di share, peggio di Cè, di Rutelli e di Furio Colombo, ma soprattutto peggio del tg che la precedeva (29,6) e rovinosamente peggio di Bonolis che seguiva (34,8). I telespettatori, in quel caso, sono stati velocissimi a cambiare e ricambiare.

Che la gente cambi canale quando compare in video il volto del presidente del Consiglio è una circostanza che ha a che vedere con l´assuefazione, spiegano alla Rai nei solerti uffici stampa: l´effetto novità è svanito, la rilevanza istituzionale della figura si logora con la frequenza delle apparizioni. E però c´è una data precisa a partire dalla quale gli ascolti hanno cominciato a franare al ritmo di sei punti alla volta: è stato quando Berlusconi è andato ancora da Vespa a dire che l´impoverimento del Paese è “una percezione fallace degli italiani”. I milioni di persone che percepiscono mensilmente il fallace impoverimento hanno passato la settimana successiva a scrivere ai giornali, telefonare agli amici e a dirsi per strada che tipo di percezione vorrebbero infliggere al premier, potendo. Si sono sentiti insomma nella situazione psicologica di “bersaglio”, spiega Alessandro Amadori, ricercatore sociale e di mercato a capo della Coesis research: “C´è stato un passaggio dalla comunicazione all´indottrinamento. Anche nella vendita il consumatore si accorge quando c´è una pressione eccessiva, e reagisce col rifiuto”. Tipo quando ti vogliono vendere un aspirapolvere e insistono tanto che fiuti la fregatura. Amadori ha da qualche tempo costituito un gruppo di osservatori composto da 200 persone alle quali chiede di seguire Berlusconi in tv e di fornire un giudizio. Racconta che già dalla puntata con la Moratti aveva rilevato “un forte calo della valutazione comunicativa”, il voto su Berlusconi era passato da 7 a 6. Ieri ha avuto la sua prima insufficienza: 5. “Molta gente ha spiegato di non avercela fatta a seguire fino in fondo la trasmissione, ha cambiato canale. Dà fastidio il suo tentativo troppo esplicito di persuadere. Manca il contraddittorio, non c´è dialogo. I parametri tecnici di efficacia comunicativa di Berlusconi sono ancora efficaci, ma non crea più sintonia con l´elettorato. E´ l´inizio di una fase, dovuta a sovraesposizione e monodirezionalita: è troppo prevedibile, controllato, rituale. In statistica si direbbe che non ci sono gradi di libertà”. In tv si dice che “va sotto”. La serata ieri l´ha vinta “La fattoria”, con la moglie di Al Bano e il figlio di Anthony Quinn.