Ftse Mib riduce perdite nel finale, male le banche

30 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La nota di S&P permette agli indici azionari europei di ridurre le perdite, a dispetto dei dati negativi arrivati dal fronte economico degli Stati Uniti.

L’agenzia di rating ha affermato di non prevedere una recessione a W per l’Europa, pur tagliando le stime di crescita della Francia e della Germania e, anche, dell’intera Eurozona. Sull’Italia, l’istituto ha affermato che il rialzo del pil sarà di appena lo 0,8% sia nel 2011 che nel 2012. L’indice Ftse Mib riesce comunque nel finale a ridurre le perdite (-0,23%).

Le vicende italiane sono state oggi sotto i riflettori, sia per l’asta indetta dal Tesoro, sia per le molteplici polemiche contro la manovra, frutto dell’accordo raggiunto ieri notte ad Arcore : occhio all’alert lanciato da Barclays, secondo cui non vi sarà alcun pareggio di bilancio nel 2013.

Vari sono stati i commenti sulla manovra: anche Bankitalia ha parlato degli effetti negativi che la manovra avrà sulla crescita del Pil nel 2011 e nel 2012. E ancora una volta è la credibilità dell’Italia che è stata messa in discussione: la finanziaria, così come è uscita dalla villa di Arcore non ha infatti i saldi invariati, e all’appello mancano ancora alcuni miliardi di euro, come fa notare l’opposizione.

Si teme di fondo il ritorno della speculazione, soprattutto nel caso in cui gli acquisti di bond italiani e spagnoli dovessero finire. Ma oggi lo spread BTP/Bund, dopo aver testato di nuovo quota 300, è risceso: e sarebbe stata proprio la Bce a intervenire per acquistare “carta” italiana, secondo alcuni trader.

In Europa è proseguito il rally di Londra, che ieri era rimasta chiusa per la festività del Bank Holiday, e che oggi ha recupato il passo con le altre piazze finanziarie. L’indice è balzato più del 2,4%; bene anche Madrid, mentre Francoforte ha perso lo 0,51% e Parigi ha chiuso praticamente piatta a -0,06%.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib è tornata la pressione sulle banche: Ubi Banca -1,95%, Unicredit -1,56%, Intesa SanPaolo -2,33% e Mps -2,59% dopo la decisione di Citigroup di limare il target a 0,54 euro (confermata comunque la raccomandazione “hold”). Tra i titoli migliori balzo di Fondiaria-Sai dopo i conti (+4,87%), buy anche su Buzzi Unicem (+2,73%) e Tod’s (+2,54%).

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio scendono dello 0,86%, a quota $86,52 al barile. Le quotazioni dell’oro guadagnano a New York l’1,67%, a $1.821,60 l’oncia.

Sul fronte valutario l’ euro è sceso nei confronti del dollaro a $,1444 (-0,48%), calando anche nei confronti del franco a CHF 1,1791 circa (-0,48%). La moneta unica è scesa poi sullo yen a 110,81 (-0,59%).

RAPPORTO UNICREDIT (Valeriano Rota)

EVENTI SOCIETARI

ENI (EUR13,41): ha siglato un memorandum con il Consiglio Nazionale Transitorio (Cnt) della Libia per rafforzare la cooperazione nel paese africano. Punta inoltre ad avviare la produzione di greggio nel campo petrolifero Kitan, nel Mare di Timor, all’inizio del quarto trimestre.

FIAT (EUR4,23): il presidente della Regione Piemonte Cota conferma gli impegni dell’azienda in Piemonte e sta valutando quale modello dovrà essere prodotto nello stabilimento di Mirafiori.

TELECOM ITALIA (EUR0,826): TI, H3G, Vodafone e Wind hanno presentato l’offerta vincolante per le frequenze messe all’asta dal ministero dell’Economia.