Ftse Mib accelera: quasi +2%. Ma rendimenti BTP sopra 5%

24 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Le borse europee sono riuscite a conservare i rialzi, minacciati come successo spesso nelle ultime settimane dal fattore volatilita’. Ad alcuni rumor positivi fanno da contraltare cattive notizie sul fronte macro. Il mercato e’ consapevole che per ritrovare l’ottimismo perduto servira’ una stabilizzazione del settore finanziario e un eventuale nuovo intervento in massa della Federal Reserve (ovvero una terza tornata di misure di allentamento monetario).

I market mover della giornata sono stati di segno opposto. Da un lato si e’ sentito ancora il beneficio dell’onda lunga della performance di ieri di Wall Street, che ha spinto gli investitori a scommettere su un intervento della banca centrale americana. Secondo i rumor le misure potrebbero avere un valore compreso tra $500 e $600 miliardi di dollari.

Dall’altro, la delusione per l’indice Ifo, che misura la percezione delle imprese tedesche sulle prospettive economiche dei prossimi tre mesi. Il dato si è confermato infatti peggiore delle attese, attestandosi ad agosto a 108,7 punti, contro i 111 punti attesi dal consensus.

Intanto sul fronte italiano, i tecnici di bilancio del Senato hanno smontato la manovra, criticando la presunta efficacia dei rimedi contro la crisi e le stime fornite dal governo, che l’ha gia’ varata ma che aspetta l’approvazione del parlamento.

FTSE MIB POSITIVA – Tornano gli acquisti sull’indice italiano, su cui permane tuttavia sempre un certo nervosismo, legato anche alle incertezze sulla manovra. A limitare i rialzi sono stati i cali di Atlantia e Telecom .

Alla borsa di Milano hanno comunqued la meglio i rialzisti. Il Ftse Mib guadagna l’1,86%. L’indice Dax di Francoforte ha terminato le contrattazioni a 5.681 punti, con un guadagno del 2,69% rispetto alla chiusura di ieri. Il Cac 40 di Parigi e’ salito a 3.139 punti con un progresso dell’1,79% e l’Ftse di Londra e’ progredito dell’1,49% a 5.205 punti. Contrastata infine la borsa di New York. Contrastata Wall Street il Dow Jones guadagna lo 0,25% mentre il Nasdaq perde lo 0,15%.

“A livello globale c’è una generale sfiducia verso la finanza”, ha spiegato in giornata a Reuters un trader, offrendo una motivazione all’incapacità dei mercati finanziari di imboccare con decisione la strada della ripresa.

Tra i settori a Milano miste le banche, Buy sulle rinnovabili, alla luce di alcune novita’ emerse sulla manovra aggiuntiva del Governo. Si parla di un’estensione della Robin Hood Tax. Tornano gli acquisti su alcuni titoli industriali ed energetici che continuano a guardare al dopo Libia con la fine del rais .

I titoli della galassia del Lingotto stanno mettendo a segno una seduta in deciso rialzo dopo le dichiarazioni dell’ad, Sergio Marchionne, che ha confermato i target e ha assicurato che non è previsto nessun aumento di capitale. Fiat e’ arrivata a superare i 4 euro, e anche laa controllante Exor e Fiat Industrial hanno chiuso in forte rialzo

Unicredit incrementa i guadagni, volatile Eni. Vanno molto meglio titoli come Enel Green Power, A2A. Finanziari contrastati con alcune banche popolari che scontano il giudizio negativo di JP Morgan.

SPREAD BTP/BUND IN RIALZO – Il differenziale tra il rendimento dei Btp decennali e i bund tedeschi è in leggero rialzo rispetto a ieri a 287 punti. Avanzano anche gli spread sui titoli di stato spagnoli a 284,5 punti. In linea con i valori di ieri gli spread sui decennali francesi a 66 punti. I rendimenti decennali italiani tornano sopra il 5%, al 5,05%, mentre quelli spagnoli riescono a rimanere sotto la soglia psicologica, attestandosi al 4,993%. I rendimenti tedeschi si attestano al 2,148%, in lieve calo, sotto l’effetto degli acquisti sui Bund.

I cds delle banche europee, tuttavia, sono saliti ai massimi di sempre dopo il crollo della fiducia delle aziende tedesche, annunciato ieri. Intanto il rendimento sul due anni greco ha superato il 40%.

IN USA TIMORI PER LA SITUAZIONE DI BANK OF AMERICA – Negli Stati Uniti c’e’ aria di ripiegamento dopo la buona prova della vigilia. Sono iniziate a circolare indiscrezioni di uno stop alle vendite allo scoperto sui titoli finanziari, dietro l’exploit di ieri delle banche di Wall Street. Lo hanno spiegato gli analisti di Nomura in una nota emessa questa mattina.

La portata del rumor, che ha con buona probabilità condotto ieri a operazioni di ricopertura, è però destinata a ridimensionarsi già oggi (anche considerati gli scarsi effetti che una manovra di questo tipo sta avendo in Europa), mentre rimangono vivi ben altri timori: quelli riguardanti la liquidita’ di Bank of America nel caso di un aggravarsi del peso delle passivita’ legate alla controllata Countrywide.

Il titolo è segnalato in calo del 2% in pre-apertura dopo che ieri è stato uno dei pochi bancari incapaci di unirsi al rally. Il saldo negativo delle ultime 5 sedute del titolo è vicino al 10%.

ALTRI MERCATI: EURO IN RIPRESA, SOFFRE IL GIAPPONE

Tra le altre storie della giornata, si guarda anche alla decisione del Giappone di agire con un piano di $100 miliardi per fronteggiare il problema dello Superyen. Ma l’effetto non si nota ancora, visto che l’euro perde contro la moneta giapponese, a quota 110,67. La moneta unica tenta la ripresa contro il dollaro a $1,4458 e il franco svizzero a 1,143.

Sempre sul fronte asiatico, la Banca centrale cinese ha annunciato che alla fine di giugno deteneva titoli del debito portoghese, irlandese, italiano e spagnolo per 1,13 miliardi di dollari.

Tra le piazze finanziarie del continente oggi ha sofferto in particolare Tokyo, che ha dovuto fare i conti con la decisione di
Moody’s.