Fs, maxi-gara IT vinta da cordata italiana

17 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – E’ stata aggiudicata alla cordata italiana composta da Almaviva, Telecom Italia, Engineering e Ansaldo Sts la maxi gara da 1,36 miliardi per la gestione in outsourcing dei servizi IT, dell’infrastruttura di elaborazione dati, di gestione e sviluppo delle applicazioni software e di call center per il Gruppo Fs. La durata dell’accordo è di 7 anni (84 mesi) e include anche una serie di servizi fra cui quelli di gestione e manutenzione dell’infrastruttura di rete e degli apparati. Almaviva è mandataria del raggruppamento che vede in campo Almaviva Tsf (63%), Telecom Italia e Ansaldo Sts (13,50% ciascuno) ed Engineering (10%). Almaviva Tsf, controllata al 100% da Almaviva Spa, gestisce da 15 anni i servizi oggetto della gara. Richiesto di un commento dal Corriere delle Comunicazioni, il presidente di Almaviva Alberto Tripi ha espresso “soddisfazione per l’affidamento di servizi che valorizzano le tecnologie messe a disposizione dalla nostra società e dagli altri partner che rappresentano una garanzia di efficienza dei servizi nei prossimi anni”. L’uscita di scena, un mese fa, dei tre raggruppamenti internazionali che hanno deciso di ritirarsi dalla partita – Ibm-Accenture, l’Rti capitanato da Hp (che vedeva presenti Indra, Capgemini e Postelink) e quello guidato da BT (nella squadra Siemens, Fujitsu e Lega Cooperative) – non ha sortito dunque conseguenze sull’assegnazione dell’appalto all’unica proponente (la squadra italiana). Lo stesso bando prevedeva peraltro la possibilità di aggiudicare la gara anche a fronte di una singola candidatura. E Fs ha deciso dunque di procedere con l’assegnazione e mettere fine a un’impasse durata due anni a seguito dell’annullamento da parte del Tar del Lazio e Consiglio di Stato della gara assegnata a Sirti nel 2007 (a seguito del ricorso presentato a suo tempo da Almaviva). Secondo quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni alcune delle multinazionali uscite di scena non avrebbero alcuna intenzione di procedere sulla via dei “ricorsi” relativamente alle caratteristiche del bando e i particolare alle clausole relative alla rescissione del contratto (il bando prevede appena un mese di preavviso), alle penali limitate, alla possibilità di rinegoziazione al secondo anno (la durata del contratto è di 7 anni) e soprattutto al periodo di transizione previsto per la “migrazione” dal vecchio al nuovo appaltatore.