Francia: ritorna rischio peste. Colpa della globalizzazione

19 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – I tredici scheletri ritrovati nel centro di Londra appartenenti a persone morte presumibilmente di peste nera, durante la dilaniante epidemia che attraversò l’Europa nel XIV secolo, hanno qualcosa da insegnarci.

Secondo uno studio condotto recentemente da Christian A. Devaux, il ricercatore del Centre d’etudes d’agents Pathogenes et Biotechnologies pour la Sante, il mondo è ancora a rischio peste.

Lo studio “Small oversights that led to the Great Plague of Marseille (1720 – 1723): Lessons from the past” ha analizzato le cause che hanno provocato oltre centomila morti tra il 1720 e il 1723 durante la Grande Peste di Marsiglia.

L’indagine francese ha messo a confronto i fattori che un tempo scatenavano le epidemie di peste nel mondo e le odierne possibilità di infezioni globali, per scoprire che il pericolo peste è ancora attuale.

I rischi maggiori? L’enorme espansione dei trasporti commerciali e le nuove minacce infettive nei paesi in via di sviluppo, dove stanno emergendo patogeni resistenti agli antibiotici in rapida diffusione. Un cambiamento genetico che ha permesso ai batteri di sviluppare innovative strategie di invasione per infettare e vivere nel sangue dei mammiferi.