Francia: la squadra Macron e quali riforme aspettarsi

8 Maggio 2017, di Daniele Chicca

C’è un motivo se circa il 45% dei francesi hanno votato per candidati alternativi all’establishment e ai movimenti cosiddetti moderati. Il 40% ha votato per formazioni populiste a destra e a sinistra per via della crisi economica e del mercato del lavoro. Il debito era pari al 96% del Pil alla fine del 2016, rispetto al 68% della Germania e all’83% di media dell’Ue. Il tasso di disoccupazione è pari al 10%, rispetto all’appena 4% della Germania e all’8,5% dell’Ue. L’economia è in ripresa ma i tassi di espansione sono modesti.

Emmanuel Macron ha promesso di aumentare gradualmente l’età pensionabile alzandola dai 62 anni attuali. Le Pen prometteva di tagliare a 60. Il neo eletto presidente, ex ministro dell’Economia, vuole ottenere 60 miliardi di risparmi nel piano di bilancio per fare rientrare il deficit del budget della Francia all’interno della soglia Ue e intende ridurre la comportate tax dal 33,3% al 25% e investire 50 miliardi di euro in misure fiscali pro crescita, come nelle infrastrutture e per programmi di apprendistato, sull’arco di cinque anni di tempo.

Il grande problema per l’ex banchiere di Rothschild, fino a due anni fa mezzo sconosciuto nello scenario politico francese, sarà quello di garantire al suo partito nato appena un anno fa, una maggioranza al parlamento. Le legislative, che si terranno l’11 e il 18 giugno, saranno in questo senso decisive. Il 39enne centrista ha cinque settimane di tempo per trasformare il movimento En Marche! in un veicolo politico capace di vincere le elezioni delle due Camere e ottenere un numero di seggi tale da garantire la governabilità e l’attuazione del suo programma di riforme. Se non ce la farà resterà un monarca costituzionale incapace di imporre veramente la sua linea di governo.

Secondo Nadège Dufossé, Head of Asset Allocation di Candriam Investors Group, una continuazione della diminuzione del premio al rischio dipenderà dalla pubblicazione dei primi sondaggi sulle elezioni parlamentari. “Buone notizie, che impattano positivamente sulla possibilità di implementare il suo programma di riforma dopo le elezioni parlamentari, saranno ulteriormente positive per l’azionario EMU, e i flussi (oltreoceano) continueranno ad arrivare, mentre gli investitori si focalizzeranno ancora una volta sui fondamentali del Paese. L’azionario EMU beneficia di un ciclo macroeconomico a supporto, di aspettative di crescita degli utili più alte rispetto a quelle degli Stati Uniti e di valutazioni attraenti”.

Come e da chi sarà composto il governo Macron

Parlando di governo, in un articolo esaustivo sulle figure di punta dietro al movimento di Macron Bloomberg ha ipotizzato chi potrebbe sedersi negli incarichi ministeriali più importanti. In Francia è il presidente della Repubblica che coopta il primo ministro e gli altri capi dei dicasteri più importanti. Nel ruolo guida del governo in pole position ci sono esponenti di lungo corso della scena politica, come Xavier Bertrand, Republicano della Francia settentrionale che ha battuto Le Pen nelle elezioni regionali del 2015 quando è diventato governatore della circoscrizione di Hauts-de-France dove il Front National è molto forte.

Un altro candidato in lizza è Jean-Yves Le Drian, 69enne che ieri è apparso in tv per commentare la vittoria del suo prediletto. Si tratta del ministro della Difesa, il quale ha fatto un endorsement a Macron prima del primo turno, preferendogli il candidato del suo partito Socialista. È uno dei politici più navigati in Francia e viene considerato tra i più qualificati e rispettati anche dai rivali.

In due potrebbero farcela a diventare la seconda donna premier di Francia. Una è Valerie Pecresse, 49enne del partito Repubblicano e a capo della regione di Parigi. È stata ministro di Bilancio sotto l’ex presidente Nicolas Sarkozy e al momento sta cercando di attirare nell’area della capitale francese le aziende in fuga dal Regno Unito dopo la Brexit. L’altra è l’eurodeputata che parla tedesco e inglese Sylvie Goulard. La 52enne fa parte della Commissione degli Affari Monetari ed Economici del Parlamento europeo.

Anche se il porta voce di En Marche! ha assicurato ieri su France 2 che il 50% dei candidati alle legislative verrà pescato dalla società civile, l’impressione è che al governo Macron non voglia rischiare la carta di gente inesperta. Gli imprenditori e personaggi di spicco dell’area Macron che non provengono dalla sfera politica si trovano nell’infografica sotto riportata.