Francia in depressione: la prossima pedina del domino

1 Ottobre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Parigi – La Francia non avrà più un euro di debito pubblico, ha promesso il presidente Francois Hollande per la fine del suo quinquennio all’Eliseo. Potrebbe esserci prendere il suo posto la Grande depressione sulle sponde del Tamigi. E’ il giornalista economico britannico, Ambrose Evans-Pritchard, responsabile della sezione economica internazionale del Telegraph, a portarsi avanti. Nella Finanziaria più dura che i francesi ricordino dal Dopoguerra ad oggi Hollande ha detto chiaro e tondo che l’obiettivo è quello di sanare il buco da 30 miliardi di euro nei conti pubblici 2013.

Peccato che sia allunghino parecchie ombre su quella manovra da lacrime e sangue confezionata la scorsa settimana. Per Evans è, infatti, chiaro che l’obiettivo di bilancio, per rispettare il dogma stabilito dall’Unione europea di riportare il rapporto deficit/ Pil sotto la soglia del 3% è solo una mera illusione: “E’ perseguito attraverso una logica che non è quella economica, ma per soddisfare un ordine burocratico e sancito come tante altre idiozie nei Trattati di Bruxelles”. Il risultato? “Saranno centinaia di migliaia i posti di lavoro che andranno in fumo”.

Non ha dubbi in merito neanche il professor Jacques Sapir, direttore della École des hautes études en sciences sociales di Parigi, quando dice: “Finiremo dritti in una spirale economica discendente, spingendo i numeri dei disoccupati dichiarati da 3-4 milioni verso un numero reale che si avvicina a quello dei 6 milioni a partire dalla fine del prossimo anno”. Ma sarà il verdetto della Borsa quello ancora più amaro da mandare giù. “Quando la speculazione metterà sotto scacco la Francia, la situazione sarà completamente fuori il controllo politico”.

Come dire: adesso anche Oltralpe il tempo delle promesse è finito>/b>. E quella di Hollande, conclude il professore, “è molto pericolosa e la può solo perdere”. Non a caso le prime avvisaglie nelle ultime ore ci sono già state. In ottantamila hanno manifestato a Parigi contro le misure di austerity varate dal governo nel fine settimana. E’ un film già visto nelle strade di Atene, di Lisbona e Madrid. Peccato qui all’ombra della Tour Effeil non sia un deja vù, ma solo l’inizio.