Francia: “economia moribonda”. Germania delude. Periferia batte paesi core

23 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nel mese di aprile, la crescita del settore privato dell’Eurozona ha rallentato il passo, causa il pericolo di stagnazione in Francia. L’indice Pmi composite dell’intera area è sceso a 53,3 punti dai 54 punti di marzo. Tuttavia, il rallentamento ha interessato soprattutto i paesi ‘core’, come Francia e Germania.

“L’indebolimento riflette i tassi di espansione minori in Francia e Germania, che compensano l’accelerazione della crescita nel resto della regione, ai ritmi più veloci dall’agosto del 2007”, ha scritto Markit, società che stila i dati. Il capo economista Chris Williamson ha spiegato poi la flessione con la crisi che continua ad attanagliare la Grecia. “Ci sono segnali di un aumento dell’avversione del rischio che serpeggiano tra le aziende e i loro clienti, collegati in alcuni casi alle preoccupazioni sulla Grecia, che hanno probabilmente zavorrato la domanda. Tuttavia, nel caso della Francia, la performance debole sembra riflettere un malessere di più lungo periodo”.

Aziende francesi in difficoltà, il settore privato del paese continua ad arrancare. E i dati tedeschi sono deludenti. Nonostante ciò, la Bce è ottimista sottolineando come la ripresa stia prendendo slancio nella regione.

Sul valutario i mercati reagiscono ai numeri e l’euro estende le perdite, attestandosi in area 1,066 dollari (vedi grafico), per poi riattestarsi al di sopra della soglia a $1,07, con non poche difficoltà.

Il Pmi manifatturiero francese, già in fase di contrazione, è peggiorato, accelerando al ribasso da 48,8 punti a 48,4 punti, al valore più basso in due mesi.

Stando a quanto reso noto da Markit, il Pmi servizi della Francia è sceso al minimo in tre mesi ad aprile, a 50,8 punti, vicino ai 50 punti, la linea di demarcazione tra fase di contrazione – valori al di sotto – e di espansione – valori al di sopra.

Jack Kennedy, economista senior di Markit ha confermato che le imprese francesi stanno ancora soffrendo. “La crescita dell’output si è quasi fermata ad aprile, indicando la continuazione del contesto economico moribondo in Francia. La crescita delle nuove attività di business ha subito un rallentamento nonostante l’ulteriore calo marcato dei prezzi, il che mette in evidenza le sfide a cui fanno fronte le società francesi in termini di competitività”.
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Qualche segnale positivo è arrivato dal sottoindice delle aspettative sui servizi, al record in tre anni, e a quello dell’occupazione, in crescita per il secondo mese consecutivo.

Nota negativa anche per la Germania, dove i Pmi sia manifatturiero che dei servizi hanno deluso le attese. In particolare, quello manifatturiero si è attestato ad aprile a 51,9 punti, contro i 53 punti attesi, mentre quello dei servizi a 54,5 dai 55,5 punti previsti.
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Da segnalare tuttavia che il Pmi composite della Germania rimane al secondo valore record in otto mesi, a quota 54,2 punti, dai 55,4 punti di marzo. E che le aziende tedesche hanno comunque reso noto che la produzione e i nuovi ordinativi stanno ancora salendo, anche se hanno rallentato il passo ad aprile.

Sempre in Germania la fiducia dei consumatori è cresciuta ma l’ampiezza dei rialzi è stata inferiore alle previsioni. L’indice è salito ai massimi da fine 2001, con l’inflazione bassa che ha alimentato le attese sul reddito delle famiglie.

(Lna-DaC)