Foxconn cede a pressioni: aumenterà salari e diminuirà ore lavorative

20 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Pechino – Negli ultimi mesi il nome della Foxconn è diventato sempre più conosciuto alla comunità internazionale. Casi di suicidio e di disperazione, scatenati da ore lavorative eccessive e salari rosicati, non hanno dato buona fama alla nota casa cinese, tra i più grandi produttori al mondo nel settore, che vede tra i suoi clienti/concorrenti i colossi Apple, Hewlett-Packard, Dell e altri.

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Arriva ora un segnale di cambiamento. L’annuncio che procederà ad aumenti di salario, a un miglioramento delle condizioni lavorative e a orari di lavoro più sostenibili. Una catena di produzione dove talvolta arrivano a 14 le ore lavorate giornalmente da un singolo operaio.

Un cambiamento che non andrà a coinvolgere solo l’1,2 milioni di cinesi che lavorano per la Foxconn, che assembla circa il 40% degli smartphone, computer e altri componenti di elettronica venduti nel mondo.

Si tratta di un cambiamento che è frutto di un sistema che cambia, e avrà ripercussioni importanti anche per altre società.

Crescita economica cinese che in fin dei conti è il frutto di casi come questo, di manodopera a basso costo e di personale disposto a lavorare per orari massacranti pur di portare a casa la pagnotta. La grande disponibilità di manodopera, e il continuo ricambio dei migranti dalle zone più povere, è stato il vero motore di questo sistema. Foxconn non è assolutamente un caso isolato.

Con la crescita economica del paese, dei prezzi al consumo e degli standard di vita, sono sempre più le società che ormai si trovano costrette a scegliere: accettare le richieste degli operai o la delocalizzazione. Ebbene si. C’è chi punta alla Cina alla ricerca del vantaggio di costo, e c’è chi invece pian piano sta fuggendo. Verso nuovi mercati o, più semplicemente, nella parte interna dell’immenso paese, verso occidente, con la costa orientale che ha ormai raggiunto gradi di sviluppo invidiabili anche da altre grandi economie avanzate.

È il ciclo economico che segue il suo corso. Un cambiamento che interesserà tutti. I maggiori costi di produzione porteranno inesorabilmente a prezzi dei prodotti finali più alti, a meno che tali costi non vengano compensati in altri modi: vuoi migliorando efficienza o riducendo altri costi operativi, o andando a delocalizzare in quei mercati (aree) che saranno la nuova Cina.