Fotografia di un paese: italiani, un popolo di “individualisti pentiti”

13 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Italiani, ergo “individualisti pentiti” che riscoprono il valore degli affetti e delle relazioni. E’ il quadro che emerge dalla ricerca Censis che porta il nome di “I valori degli italiani”, realizzata nell`ambito delle attività per le celebrazioni del 150° anniversario dell`Unità d`Italia e che sarà presentata questo pomeriggio alla presenza di Giuliano Amato, Giuseppe De Rita e il sottosegretario Paolo Peluffo.

I più importanti valori che oggi accomunano gli italiani sono il senso della famiglia (indicato dal 65% dei cittadini), il gusto per la qualità della vita (25%), la tradizione religiosa (21%) e l`amore per il bello (20%).

La voglia di essere padroni della propria vita, lo slancio delle ambizioni personali, il bisogno di auto-affermarsi, di inventare il proprio destino e di soddisfare i propri desideri, sono stati i valori che hanno caratterizzato la nostra storia recente e su cui si è costruito lo sviluppo del Paese dagli anni `50 in poi. La spinta individualista ha liberato enormi energie, ha favorito la crescita di un sistema produttivo fatto di centinaia di migliaia di imprese e ha sostenuto la vitalità di un mercato capace di esprimere sempre nuove domande.

Oggi quello sviluppo sembra progressivamente rallentare, la moltiplicazione dei soggetti ha portato a uno sfarinamento delle capacità decisionali nelle questioni di interesse collettivo e l`autonomia dei comportamenti è sfociata in forme di disagio antropologico.

Per il futuro, i valori che faranno l`Italia e gli italiani sembrano poggiare sempre meno sulla rivendicazione dell`autonomia personale e sempre più sulla riscoperta dell`altro, sulla relazione e la responsabilità. Sono valori che in questa fase fanno emergere scintille di speranza che vanno però alimentate e potenziate, affinché possano diventare un nuovo motore di crescita socio-economica e civile del Paese.

Altra forza che genera coesione è l`orgoglio di appartenere al Paese del buon vivere. Il 56% dei cittadini, secondo la ricerca del Censis, è convinto che l`Italia sia il Paese al mondo dove si vive complessivamente meglio. Molto staccati gli altri Paesi europei, gli Stati Uniti e l`Australia. Italiani non più esterofili, quindi, ma orgogliosi di essere l`eccellenza del buon vivere. Anche se in futuro avessero la possibilità di andarsene dall`Italia, due terzi dei cittadini (66%) non lo farebbero in nessun caso.

Il 70% degli italiani è convinto che vivere in un posto bello aiuta a diventare persone migliori. Crede quindi che ci sia un legame tra etica ed estetica, e che la bellezza abbia anche una funzione educativa. Il 41% pensa che le meraviglie del nostro Paese possano essere la molla che ci farà ripartire.

Riguardo alla questione della fede, l`82% degli italiani pensa che esiste una sfera trascendente o spirituale che va oltre la realtà materiale. Di questi, il 66% si dichiara credente e il 16% lo pensa anche se non si dichiara osservante.
Ma due terzi degli italiani di fatto non entrano mai nei luoghi di culto, e solo un terzo vi si reca una o più volte alla settimana per partecipare alle funzioni religiose.

La famiglia rimane uno dei pilastri fondamentali sui quali poggia la comunità nazionale. Lo pensano il 65 % degli italiani. Laddove per famiglia si intendono i diversi “format familiari”, visto che nel periodo 2000-2010 sono diminuite le coppie coniugate con figli (-739mila), mentre sono aumentate le coppie non sposate con figli (+274mila) e le famiglie con un solo genitore (+345mila).

Nel periodo 1998-2009 sono aumentate le unioni libere (+541mila, arrivando in totale a 881mila) che, inclusi i figli, coinvolgono oltre 2,5 milioni di persone. E sono complessivamente 5,9 milioni gli italiani che hanno sperimentato nella loro vita una forma di convivenza libera. Le famiglie ricostituite (formate da partner con un matrimonio alle spalle) sono diventate 1.070.000.

Quelle ricostituite coniugate sono aumentate di 252mila unità, arrivando in totale a 629mila. Le diverse modalità concrete di essere famiglia rispondono al bisogno crescente di avere una relazionalità significativa. Più del 90% degli italiani si dichiara soddisfatto delle relazioni familiari. Anche se ci si sposa meno (tra il 2000 e il 2010 i matrimoni sono diminuiti del 23,7%: 67.334 in meno), all`unione matrimoniale è ancora riconosciuto un valore importante: il 76% degli italiani è convinto che sia una regola da rispettare e il 54% ritiene che garantisca maggiore solidità alla coppia.