FORZA VISCO

14 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Altro che far piangere i ricchi! La prima cosa che viene in mente leggendo le tabelle dell’Agenzia delle Entrate fatte trapelare dall’Ansa è che i gioiellieri e i dentisti della Campania rischiano di essere tra i principali beneficiari della riforma delle aliquote Irpef varata nella Finanziaria.

Fin quando avremo fenomeni di evasione ed elusione fiscale di questa portata sarebbe più saggio fare politiche a sostegno dei ceti meno abbienti scegliendo la platea dei beneficiari sulla base di informazioni sui loro consumi e patrimoni, andando ben al di là dei dati contenuti nelle dichiarazioni dei redditi. Meglio avere un’assistenza di base, fornita solo a chi si presta a controlli accurati delle proprie disponibilità economiche, che tanti trasferimenti o sgravi fiscali che finiscono inevitabilmente ad un’ampia platea di ricchi evasori.

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Per questi stessi motivi la riduzione dell’evasione e dell’elusione fiscale è un modo molto efficace di perseguire obiettivi di equità nel nostro Paese. Serve anche a ridurre la pressione fiscale che grava effettivamente sui contribuenti onesti: è molto più alta di quella che si legge nelle statistiche dell’Istat, che dividono il totale delle entrate dello Stato per il reddito complessivo, inclusivo del reddito degli evasori. Essendo in meno a pagare le tasse, l’onere che grava sui contribuenti onesti è molto più alto. Si calcola che superi il 50 per cento del reddito generato in Italia.

Come ha ricordato Draghi nella sua audizione alla Camera, la lotta all’evasione serve anche a ridurre molte distorsioni alla concorrenza, originate dal fatto che alcune imprese pagano tasse e contributi mentre altre, spesso quelle meno efficienti, non lo fanno. Fa bene perciò il Governo a destinare tante energie alla lotta all’evasione. Mentre predicano male e razzolano ancora peggio coloro che assimilano le misure contro l’evasione a nuove tasse. Se efficaci, queste misure generano nuovi contribuenti, non nuove tasse.

Ma saranno davvero efficaci le misure adottate da questo Governo in tema di contrasto di evasione ed elusione e recupero di base imponibile? Difficile dirlo. Certo l’efficienza di Vincenzo Visco ha portato nel giro di pochi mesi a un utilizzo più attento delle informazioni raccolte nell’ambito degli studi di settore, incrociandole con altri dati. Questo dovrebbe permettere di ridurre la forbice fra ricavi e redditi presunti che per alcune categorie era diventata molto ampia. Per poter davvero utilizzare al meglio le informazioni disponibili nella lotta all’evasione, il Governo dovrebbe adesso rendere disponibili ai ricercatori i dati, resi anonimi, delle diverse dichiarazioni fiscali, comprese quelle legate ai redditi da capitale mobiliare ed immobiliare. La ricerca scientifica può, infatti, essere di grande aiuto nell’evidenziare comportamenti e patologie associate all’evasione fiscale e quindi a migliorare sia la comprensione dei fenomeni che l’efficienza dei controlli.

Il rafforzamento dei controlli e delle sanzioni può essere anche un deterrente efficace, come pure il tentativo di rompere la collusione fra più soggetti (prestatore d’opera e acquirente, datore di lavoro e lavoratore) nell’evadere il fisco. Se c’è conflitto di interessi, uno dei due obbligherà l’altro a dichiarare al fisco la transazione. Ma è molto difficile stabilire quanto gettito verrà recuperato in questo modo. Meglio sarebbe stato non contare su entrate così aleatorie, utilizzando ogni recupero di base imponibile come sorpresa positiva da utilizzare nel ridurre le aliquote a chi paga già le tasse.

Il modo migliore per creare un terreno sfavorevole attorno a chi evade il fisco consiste infatti nell’impegnarsi a restituire ai contribuenti onesti ogni euro sottratto all’evasione, riducendo le aliquote legali man mano che diminuisce l’evasione e l’elusione. Questo impegno può essere tanto più credibile se preso da un Governo che si dimostra capace di contenere la crescita della spesa pubblica. Ed è questo il punto dolente dell’operazione antievasione varata dall’esecutivo. La lotta all’evasione non può certo ovviare a misure efficaci di contenimento della spesa pubblica. Anche perché la determinazione nel combattere gli sprechi e nel riprendere controllo della spesa pubblica è fondamentale affinché la stessa lotta all’evasione sia davvero efficace.

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