FOREX: GLI “EURO-BULLISH” VINCERANNO OPPURE NO?

13 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Giornata relativamente tranquilla quella vissuta ieri dal mercato, dopo i veri e propri gap formatisi all’apertura del mercato, domenica sera. Si trattava proprio di intervalli di prezzo all’interno dei quali non era possibile trovare alcun prezzo, pur essendo il mercato molto liquido durane queste ultime settimane (ad eccezione, fisiologicamente, dei giorni a ridosso della Santa Pasqua).

Nel momento in cui, venerdì, l’EurUsd cominciava a mostrare un’intensa price action verso l’alto, scambiando delle idee di trading tra desk delle maggiori istituzioni finanziarie mondiali, ad un certo punto ci compare un messaggio come il seguente: “eur move was due to…..rmr of a medley that a greece bailout has been agreed to…here are details from the report: The package will be a single “one-stop shop” between the other 15 Eurozone members, the EU’s institutions, and the IMF. If Athens wants to tap the ?20-25-billion fund, it will have to apply to both the EU and the IMF jointly. The EU’s share of the finance will take the form of bilateral loans at a rate higher than that of the IMF (3-month euribor + 275 basis points) but well below those prevailing in the market.”

A questo punto non restava altro da fare che comprare euro. Dando un occhio anche a quello che è successo ieri, l’interpretazione che il mercato ha dato, è risultata abbastanza chiara: per quanto riguarda il medio periodo (un semestre per capire se ce la si sarà fatta) è stata premiata la concretezza dell’aiuto pronto ed impacchettato per la Grecia (ora bisognerà vedere se il premier greco lo accetterà) anche se il nuovo livello di giudizio sul merito creditizio della penisola ellenica è passato a tripla B-, ma al contempo è stato frenato subito il troppo entusiasmo “Eur-bullish” dalla possibilità che i numerosi dati americani in pubblicazione questa settimana possano uscire favorevoli.

E se dovessero essere dati buoni, sarebbero probabilmente pro-dollaro. Come abbiamo visto infatti, a differenza di qualche settimana fa, iniziano ad intravedersi delle logiche correlazioni tra la pubblicazione dei dati macroeconomici (ovvero il dipinto dello stato attuale ed atteso dell’economia) e la reazione delle valute interessate.

Oggi ci attendiamo il trade balance americano, atteso a -$39B (contro una rilevazione precedente pari a -$37.3B ed i prezzi all’importazione, che stando alle aspettative degli analisti, potrebbero aumentare di 1.2 punti percentuali, passando dal -0.3% di febbraio al +0.9% relativo al mese di marzo (anche se la variazione su base annuale aumenterebbe dello 0.4%, andandosi così ad attestare a +11.6%).

Nel breve periodo invece, il pensiero del mercato riguardo al caso greco, si intuisce al movimento di rafforzamento dello yen delle ultime ore, mentre le borse asiatiche perdevano terreno andando a versare in territorio negativo: secondo noi il movimento, contro la maggior parte delle altre divise, è collegabile a possibili speculazioni che prevedono difficoltoso il collocamento dei titoli di stato a breve termine greci, previsto per oggi. Staremo a vedere.

Passiamo all’analisi tecnica dove i prezzi hanno subito un arretramento dai picchi raggiunti nella mattinata di ieri.

Prendiamo l’eurodollaro per esempio, che ha lasciato sul terreno una figura esatta dal massimo raggiunto ieri, intorno alle 7, a 1.3690, sulla scia della notizia del prestito concesso alla Grecia.

Per le prossime evoluzioni del cambio sono tre gli elementi da tenere in considerazione: nell’immediato il livello di supporto che si è venuto a creare a 1.3560 (un grafico con timeframe inferiore all’orario renderà bene l’idea), mentre per le prossime ore la trendline, già indicata ieri, che transita nei pressi di 1.35.

Il ritorno dei prezzi al di sotto di questa linea farebbe considerare una breve parentesi la salita iniziata venerdì pomeriggio. Il terzo elemento interessante punta invece ad una tenuta dei livelli attuali per un’estensione nuovamente rialzista, almeno sino a 1.3620, ed è il posizionamento in ipervenduto degli stocastici.

La stessa sorte è capitata alla sterlina, che successivamente ad un profondo sospiro di sollievo si ritrova, a distanza di una giornata, 150 punti più in basso. Il supporto di 1.5380 è già stato oltrepassato nella notte, per cui non resta che confidare in 1.53 figura.

Il Dollaro, nei confronti dello yen invece fa eccezione: questo ha approfondito la perdita incominciata ieri mattina giungendo al supporto di 92.50, suggerito da tempo come livello di attenzione.

Oltre a questo supporto, la cui rottura sarebbe in grado di ribaltare le sorti del cambio e riportare di attualità livelli prossimi a 91, possiamo notare come la resistenza sia data dalla trendline discendete che guida i movimenti degli ultimi dieci giorni, oggi passante a 93.30.

Ha tenuto il supporto del cambio UsdChf a 1.05. I prezzi si sono avvicinati all’area indicata senza oltrepassarla. Ricorderete come questo livello sia stato suggerito dalla trendline ascendente con origine gli ultimi giorni di novembre, ragion per cui sino a che non verrà oltrepassata la tendenza rimane rialzista con obiettivi a 1.0895.

Ricomincia a preoccupare la situazione del cambio EurChf, solamente per mezza giornata infatti si è mantenuto al di sopra di 1.44 figura. Lo ripetiamo da tempo, in quest’area non si può dare nulla per scontato e l’estensione a ribasso è sempre a portata.

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